Una specie di ragno velenoso dal nome inquietante si sta diffondendo in Italia

Il cambiamento climatico ne sta favorendo la diffusione. Il ragno Nosferatu (Zoropsis spinimana) è una specie originaria del bacino del Mediterraneo ed è comune e diffuso in tutta Italia. Nonostante il nome minaccioso e le notizie recenti che ne segnalano la diffusione verso nord Italia e in paesi come Svizzera e Germania, Essendo una specie autoctona, gli avvistamenti in Italia sono comuni, specialmente in autunno, quando il ragno tende a entrare nelle case in cerca di riparo e calore. nel nostro paese la sua presenza è naturale e consolidata da sempre

Una specie di ragno velenoso dal nome inquietante si sta diffondendo in Italia

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Un animale dalle caratteristiche insolite si sta diffondendo sempre di più in Italia ma anche in Germania e Svizzera. Stiamo parlando del ragno Nosferatu (Zoropsis spinimana) un tipo di ragno velenoso ma non particolarmente pericoloso, originario del bacino mediterraneo. Fino a qualche decennio fa, questo ragno era conosciuto solo nella regione mediterranea. Ora, tuttavia, viene avvistato con sempre maggiore frequenza anche nel nord Italia, in Germania e in Svizzera. Il primo avvistamento a nord delle Alpi risale al 1994. Secondo il Museo di Storia Naturale di Karlsruhe, il primo avvistamento confermato in Germania è avvenuto a Friburgo nel 2005. Il ragno Nosferatu è ormai diffuso in tutta la Germania e ha raggiunto anche la Germania settentrionale. Il nome "Nosferatu" deriva da una macchia scura sul prosoma che ricorda la silhouette del vampiro del famoso film del 1922. È un ragno di dimensioni medio-grandi (può raggiungere i 5-6 cm di apertura zampe). La specie si è diffusa lungo il Reno, i suoi affluenti e, negli ultimi anni, anche attraverso altre vie di trasporto in Germania, afferma Hubert Höfer, vicepresidente della Società Aracnologica Tedesca. Nonostante possa arrivare, in alcuni casi, a crescere fino ai sette centimetri di diametro, però, la Zoropsis spinimana non è pericolosa né aggressiva quanto la tarantola. Piacciono i luoghi insoliti, come i vasetti di yogurt vuoti e le carrozzine dei bambini. Il suo morso, fanno sapere gli esperti dell’Unione tedesca per la conservazione della natura e della biodiversità (Nabu), ricorda negli effetti la puntura di una vespa, poiché provoca dolore acuto, gonfiore e arrossamento. Il suo morso può avvenire raramente (se schiacciato) e ha un effetto simile alla puntura di una zanzara o di un'ape. A differenza di altri ragni, non costruisce ragnatele per cacciare, ma insegue le prede, comportandosi come un predatore attivo. È in grado di arrampicarsi su superfici lisce come il vetro. Non va confuso con il ragno violino (Loxosceles rufescens), che è invece una delle poche specie italiane con un veleno di rilevanza medica. Questo ragno prevalentemente notturno, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è in grado di affrontare prede anche piuttosto grandi. "A volte riesce persino a sopraffare i ragni domestici, che sono più grandi, almeno in termini di apertura delle zampe", scrive il Museo di Storia Naturale di Karlsruhe.

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