Un subacqueo di 35 anni è stato ucciso da uno squalo al largo di Albany nell'Australia Occidentale

L’uomo è morto dopo essere stato attaccato da uno squalo di circa 4,5 metri mentre praticava pesca subacquea con la sua famiglia

Un subacqueo di 35 anni è stato ucciso da uno squalo al largo di Albany nell'Australia Occidentale

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Un subacqueo è morto sabato mattina, 6 giugno 2026, dopo essere stato attaccato da uno squalo di circa 4,5 metri al largo della costa dell'Australia occidentale. Si ritiene che l'incidente si sia verificato poco prima delle 11:20 ora locale, vicino a Michaelmas Island, al largo della costa di Albany, a circa 420 km a sud-est di Perth. I servizi di emergenza si sono precipitati al porto turistico di Albany, dove era previsto l'arrivo di un'imbarcazione con a bordo l'uomo di 35 anni gravemente ferito, che avrebbe dovuto incontrare i paramedici. Sabato pomeriggio, però, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la polizia del Western Australia ha confermato che l'uomo "non è stato possibile rianimarlo". "Un uomo di 35 anni stava praticando la pesca subacquea con la famiglia al largo dell'isola di Michaelmas quando è stato attaccato da uno squalo", ha dichiarato la portavoce. Per la D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna marina, le probabilità di essere attaccati e uccisi da uno squalo sono stimate intorno a 1 su 3,7 milioni. Gli attacchi mortali di squalo, infatti, sono eventi rarissimi, con una media di sole 6 a 8 vittime all'anno a livello globale. L'uomo non fa parte della dieta di questi animali; i morsi sono spesso incidenti di percorso o "morsi di prova" (test bite) dovuti a scambi di sagoma in superficie, in particolare con nuotatori e surfisti. Solo una dozzina delle oltre 300 specie di squali sono potenzialmente pericolose. I responsabili del maggior numero di incidenti includono il Grande Squalo Bianco, lo Squalo Tigre e lo Squalo Leuca. Tuttavia la balneazione in acque profonde oltre le barriere coralline, nuotare all'alba o al tramonto, orari di caccia per molte specie, e il turismo irresponsabile (come il chumming, gettare cibo in acqua per attirare gli squali) aumentano drasticamente le probabilità di interazione. L'essere umano rappresenta invece una minaccia letale per gli squali, uccidendone decine di milioni ogni anno, conclude l’esperta.

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