Truffa telefoni cellulari con sms da numeri 48xxxx. Tante denunce dei cittadini. I gestori non offrono protezioni. Intervengano AGCOM e Antitrust

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È l’ennesima segnalazione che giunge allo “Sportello dei Diritti”, e l’ennesimo intervento che ci predisponiamo ad attuare quello per un utente di telefonia mobile rimasto “vittima” di quello che ormai appare come un vero e proprio raggiro di massa: l’invio di SMS da parte di società sconosciute che iniziano con le prime cifre “48” e che comportano l’attivazione abusiva e del tutto illegittima di servizi non richiesti a costi notevoli.
La storia è eloquente e la riportiamo quasi integralmente per comprenderne le modalità e per cercare di offrire soluzioni che non possono prescindere da un intervento risolutivo e definitivo da parte delle autorità deputate ai controlli perché sino ad oggi troppi sono gli utenti frodati e troppe volte le società che architettano tali truffe rimangono impunite, mentre i gestori della telefonia mobile sembra che stiano a guardare.
Nel caso in questione, il cittadino che ha provveduto a denunciare all’AGCOM e alla Polizia Postale l’accaduto, ci ha evidenziato che circa 20 giorni gli “è arrivato un primo SMS dal n. 4868681 che offriva cose strane, per me incomprensibili come “App”, “Img”, etc, etc. L’ho eliminato prontamente. In seguito me ne sono arrivati diversi altri e, provenendo dallo stesso numero, li ho eliminati tutti senza nemmeno aprirli. Con sorpresa pochi giorni fa ho scoperto che il mio credito telefonico aperto presso Wind era stato del tutto prosciugato. Mi sono stati sottratti circa 40 euro per un servizio e degli SMS che io non avevo mai chiesto e che nessuno, a mio nome, può aver mai chiesto se non fraudolentemente. Per ogni SMS che ricevevo erano circa 3 euro in meno. Ho chiamato il 159 della Wind ed ho chiesto all’operatore di interrompere questo servizio mai richiesto.
Tra l’altro mi ha fatto molto infuriare il fatto che Wind, così attenta da inviare SMS per ogni nonnulla, per annunciare nuove offerte o la sottrazione di euro per il servizio di telefonia richiesto, non abbia invece sentito il dovere di avvisare con un SMS un suo cliente, cioè il sottoscritto, che era stato attivato un servizio, peraltro a pagamento, sul suo numero di cellulare. E’ come se una banca, presso cui si è aperto un conto corrente, consentisse ad un terzo di accedervi e prelevare a suo piacimento, senza il consenso scritto ed esplicito del titolare del conto. E’ come, in pratica, se Wind avesse tenuto il sacco a chi ha messo le mani sul mio credito presso Wind e lo abbia svuotato. Una cosa indegna”.
La testimonianza che abbiamo voluto riportare, spiega Giovanni D&\#39;Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è una delle tante che abbiamo ricevuto e che ribadiva lo stesso sistema truffaldino perpetrato su altre utenze gestite anche da altri operatori di telefonia mobile. La cosa più eclatante e ricorrente è la pressoché inesistente vigilanza da parte delle stesse società telefoniche che in tal senso appaiono quasi complici dei soggetti che attivano abusivamente i servizi in questione come se non sia possibile, allo stato attuale della tecnologia e dell’informatica, impedire o comunque limitare solo a chi veramente voglia acconsentire la messa in funzione dei servizi promessi sul proprio cellulare o smartphone che sia.
Per tali ragioni, lo “Sportello dei Diritti”, ha predisposto un esposto alle autorità di vigilanza, in particolare all’AGCOM e all’Antitrust per un intervento risolutore in materia, affinché avviino un’istruttoria urgente sugli operatori telefonici, per obbligarli ad implementare dei limiti all’attivazione di servizi su telefonini e smartphone e comunque per aumentare le barriere di sicurezza a tutela degli utenti.
 

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