Sudafrica, attacco mortale di squalo a Orient Beach: perde la vita una nuotatrice di 65 anni

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Tragedia sulle coste del Sudafrica: una donna di 65 anni, Janine Lochreberg, è deceduta dopo essere stata attaccata da uno squalo che le ha amputato un braccio e una gamba. L'episodio si è verificato nei pressi di Orient Beach, nota località balneare situata sulla costa sud-orientale del Paese, nel territorio dell'amministrazione metropolitana di Buffalo City (ex East London). La vittima, ex radiografa nucleare, musicista e membro della East London Open Water Swimmers Association, stava partecipando a una sessione di nuoto in mare aperto insieme a un gruppo di persone. L'attacco è avvenuto poco dopo le 8:00 del mattino (06:00 GMT). Secondo le testimonianze raccolte dall'emittente pubblica, la donna ha mostrato improvvisi segni di difficoltà in acqua. È stata rapidamente riportata a riva dai presenti, ma i soccorritori non hanno potuto fare altro che dichiararne il decesso direttamente sulla spiaggia. Il comune locale di KuGompo ha confermato il "tragico incidente" tramite i propri canali social. Le autorità hanno disposto la chiusura immediata e fino a nuovo avviso sia di Orient Beach sia della vicina Eastern Beach. Al momento dell'attacco, la vittima indossava un braccialetto "anti-squalo", un dispositivo progettato per generare un campo magnetico locale volto a respingere i predatori. Gli esperti hanno tuttavia ribadito i limiti di tali tecnologie: questi strumenti sono efficaci solo a cortissima distanza (da pochi centimetri a un paio di metri al massimo) e non garantiscono una protezione assoluta per i bagnanti in acque libere. Biologi marini e ricercatori segnalano da tempo anomalie nella distribuzione degli squali lungo la costa dell'Eastern Cape, un fenomeno legato a mutamenti ambientali e alla crescente pressione antropica sugli ecosistemi marini. I dati globali dell'International Shark Attack File dell'Università della Florida confermano un trend in crescita: nel 2025 si sono registrati 65 attacchi non provocati nel mondo (con 9 decessi, di cui uno in Sudafrica), contro i 47 rilevati nel 2024. Sul drammatico evento è intervenuto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il quale rileva: "Questa terribile tragedia riaccende i riflettori sulla sicurezza balneare e sull'illusoria percezione di protezione offerta da alcuni gadget tecnologici in commercio. Sebbene i dispositivi magnetici vengano promossi come soluzioni definitive, la comunità scientifica ne conferma la limitata efficacia in condizioni reali. È fondamentale che i turisti e gli appassionati di sport acquatici non si affidino ciecamente a questi strumenti, ma rispettino rigorosamente i monitoraggi locali e i segnali di pericolo delle autorità civili, specialmente in aree storicamente popolate da grandi predatori o soggette a recenti mutamenti climatici che ne alterano il comportamento."
