Straordinario spiaggiamento di un rarissimo Pesce liocorno (Lophotus lacepede) a Milazzo

Un pesce raro che "sembra uscito direttamente dalla mitologia" è stato ritrovato sulle coste siciliane. Nel momento in cui è arrivato a riva, ha rilasciato un liquido denso da una sacca sul suo corpo, un comportamento difensivo che ricorda quello dei cefalopodi

Straordinario spiaggiamento di un rarissimo Pesce liocorno (Lophotus lacepede) a Milazzo

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Una rara e impressionante creatura marina abissale è stata recentemente ritrovata spiaggiata sulle coste della Sicilia, suscitando l'interesse di scienziati e residenti. Lo spiaggiamento è avvenuto sulla spiaggia del Circolo del Tennis e della Vela Milazzo, proprio davanti al mio centro immersioni (il Capo Milazzo Diving Center). Si tratta del cosiddetto pesce lacepede (Lophotus lacepede) detto anche liocorno, una specie che raramente compare nel Mediterraneo e che assomiglia più a una creatura mitologica che a un pesce comune. L'animale è stato avvistato giovedì sulla spiaggia di Milazzo. Secondo il biologo Carmelo Isgrò, direttore e fondatore del MuMa, l'immagine del pesce era impressionante: "Sembra uscito dalla mitologia", ha detto con tono caratteristico, sottolineando la rara bellezza e il mistero che circondano le creature delle grandi profondità marine. Dal punto di vista scientifico, evidenzia la D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna marina, questo pesce appartiene alla specie mesopelagica, un pesce della "zona crepuscolare". Ciò significa che vive nella cosiddetta "zona crepuscolare" dei mari, a profondità comprese tra 200 e 1.000 metri, dove la luce solare è minima. Il nome “liocorno” richiama l’idea di un unicorno marino per via della protuberanza della testa che sembra un corno, come appunto il mitico cavallo alato, detto liocorno o unicorno. Presenta un corpo allungato e nastriforme che si rastrema verso la coda, una pinna dorsale rossa che si estende per quasi tutta la lunghezza del corpo composta da raggi flessibili, mentre la pinna anale e la caudale sono piccolissime, gli occhi sono enormi per adattarsi all’oscurità delle profondità e i denti, disposti su tre file, sono conici, appuntiti e irregolari, perfetti per catturare piccoli organismi pelagici. I pesci mesopelagici trascorrono il giorno a grandi profondità per proteggersi dai predatori e risalgono in superficie di notte, quando vanno alla ricerca di cibo. Purtroppo, nonostante gli sforzi per riportare l'animale in acqua, non è sopravvissuto. Nel momento in cui è arrivato a riva, ha rilasciato un liquido denso da una sacca sul suo corpo, un comportamento difensivo che ricorda quello dei cefalopodi, come i calamari. L'esemplare è stato poi trasferito alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Messina, dove Isgrò e il ricercatore Pietro Battaglia hanno iniziato le necessarie analisi scientifiche. Il campione verrà preparato ed esposto al MuMa, affinché possa continuare a “raccontare” al pubblico il fascino e i misteri delle acque profonde del Mediterraneo. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il mare non smette mai di sorprenderci. Fortunati i presenti che hanno potuto godere di un evento che non si può vedere tutti i giorni. Sulle coste italiane è stato segnalato in passato a Genova, l'Elba, l'Adriatico.

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