Squali e specie aliene nei mari greci sollevano preoccupazioni crescenti per il turismo e la pesca professionale

Mentre i predatori apicali garantiscono l'equilibrio ecologico, la loro vicinanza alle coste allarma i bagnanti; per contro, i pesci tropicali alieni danneggiano gli attrezzi da pesca e minacciano gli stock ittici locali

Squali e specie aliene nei mari greci sollevano preoccupazioni crescenti per il turismo e la pesca professionale

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Gli scienziati si mostrano rassicuranti riguardo alle recenti comparse di squali in varie zone della Grecia, come i numerosi avvistamenti dello squalo azzurro in acque poco profonde e anche dello squalo mako. Tali immagini vengono riprese in video e ampiamente diffuse sui social media, destando preoccupazione in alcuni. Tuttavia, secondo la comunità scientifica, il fenomeno non è nuovo né è collegato a un aumento della popolazione di squali. Come spiega un professore associato di ittiologia presso il Dipartimento di Oceanografia dell'Università dell'Egeo, gli squali "non sono arrivati ​​ora, sono sempre stati lì". Ha chiarito che le apparizioni più frequenti sono dovute principalmente alla stagione riproduttiva, durante la quale gli squali si avvicinano alle coste. Infatti, come ha sottolineato, i dati disponibili mostrano una diminuzione delle loro popolazioni e non un aumento. Anche i social media svolgono un ruolo importante nel rafforzare la sensazione di crescita, poiché i cittadini ora registrano video La paura legata agli squali è alimentata da avvistamenti occasionali sottocosta e da una percezione mediatica spesso amplificata, anche se gli attacchi reali sono rarissimi. D'altra parte, il vero impatto sul turismo balneare è causato dall'arrivo di specie aliene pericolose o urticanti. Specie invasive come il pesce scorpione (Pterois volitans) e il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus) stanno colonizzando il bacino del Mediterraneo orientale e risalgono verso nord, ponendo rischi diretti per i bagnanti a causa del loro veleno o dei morsi potenti. La proliferazione incontrollata di plancton alieno e di specie di meduse tropicali può rendere alcune aree marine meno fruibili per la balneazione.e li condividono online, cosa che non accadeva in passato. Per quanto riguarda il rischio, gli esperti sottolineano che in Grecia non si sono registrati attacchi recenti, l'ultimo dei quali risale agli anni '60 nel Golfo Pagasitico. A livello globale, le vittime di attacchi di squali variano da 5 a 10 all'anno, mentre, come affermano gli scienziati, "noi non siamo nel loro menù". D'altro canto, la diffusione di specie aliene nei mari greci, un fenomeno legato alle variazioni della temperatura dell'acqua, ha destato preoccupazione tra i pescatori. Queste specie, pur non essendo nuove, si stanno espandendo e stanno influenzando sia la pesca che l'equilibrio degli ecosistemi marini. Come riportano gli esperti, i danni diretti si ripercuotono sugli attrezzi da pesca, poiché pesci come l'orata distruggono le reti e consumano il pescato di valore commerciale. Indirettamente, si crea competizione con le specie autoctone, con conseguenti ripercussioni sulla disponibilità e sulla qualità del pesce sul mercato. Un esempio illustrativo è il "cefalo sergente", una specie apparsa negli ultimi anni, ma priva dello stesso valore commerciale e gustativo delle specie tradizionali. I pescatori professionisti descrivono una situazione sempre più difficile. Come riportano, specie come il merluzzo smeriglio, la cernia, ecc. hanno subito un calo significativo o sono addirittura scomparse, senza che la causa sia stata ancora del tutto chiarita. Allo stesso tempo, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si parla di pesci particolarmente aggressivi e veloci, che consumano le prede in brevissimo tempo, causando danni alla produzione.

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