Sparatoria ad Aarau in Svizzera, 22enne italiana di Atri morta sul posto
Altri due connazionali sono rimasti feriti
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- Data: 30.08.26
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In pochi istanti, il rave party organizzato ad Aarau, in Svizzera, si è trasformato in una scena di terrore. Una ragazza italiana di 22 anni è morta e altre cinque persone sono rimaste ferite. Alcune di loro sarebbero in gravi condizioni. Inoltre due dei cinque feriti nella sparatoria avvenuta la scorsa notte ad Aarau sono cittadini italiani. Lo comunica il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di Roma, precisando che entrambi hanno riportato lesioni lievi e sono già stati dimessi dall'ospedale. Il Ministero conferma inoltre che era di cittadinanza italiana anche la 22enne morta sul posto. La notizia era stata anticipata dalle agenzie di stampa italiane. La vittima, si chiama Maria Spinelli, era nata ad Atri, in provincia di Teramo, ma originaria di Città Sant’Angelo e lavorava in Svizzera. Restano ignoti l'autore o gli autori della sparatoria avvenuta poco dopo le 2.30 della scorsa notte durante un evento rave ad Aarau. Lo ha affermato questa sera, nel corso di una seconda conferenza stampa sui fatti, il consigliere di Stato argoviese Dieter Egli (PS), responsabile del Dipartimento dell'economia pubblica e dell'interno, da cui dipende la polizia. Gli investigatori stanno valutando tre ipotesi: un attacco terroristico, una strage oppure un atto criminale dal movente ancora sconosciuto, come una possibile resa dei conti. Sulla scena del crimine sono state rinvenute tracce di munizioni provenienti da due armi diverse. Uno dei tipi di munizioni trovati viene utilizzato nelle armi lunghe, come i fucili d'assalto, ha spiegato il responsabile delle operazioni Matthias Schildknecht. Il calibro è stato determinato grazie ai bossoli rinvenuti sul posto. Le altre tracce di munizioni sono invece riconducibili ad armi di calibro nove millimetri. I colpi sono stati esplosi in due zone differenti. Sono in corso i rilievi sulla scena del crimine, le analisi forensi, la verifica di numerose testimonianze e ulteriori accertamenti per individuare i responsabili. Le autorità sottolineano la necessità di indagini accurate e invitano alla cautela nell'evitare speculazioni. Una task force italiana, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, è inoltre al lavoro per assistere le famiglie dei connazionali coinvolti nella sparatoria e seguire gli sviluppi e le indagini, in coordinamento con le autorità svizzere.
