Sospesa la vendita delle patatine ultrapiccanti Hot Chip Challenge

Dopo inchiesta Masaf e Nas, e indagine Antitrust, cancellata dai listini italiani patatina piccante a forma di bara

Sospesa la vendita delle patatine ultrapiccanti Hot Chip Challenge

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Stop alla vendita in Italia della patatina ultrapiccante usata nelle sfide social, soprattutto in quelle su TikTok. La decisione è arrivata direttamente dal distributore italiano della Hot Chip Challenge, lo spuntino venduto in una simbolica confezione a forma di bara dopo l’inchiesta del ministero della Salute e del Nas e l’indagine dell’Antitrust. Questo “nachos” era stato considerato reo di avere messo in pericolo la salute dei ragazzi che lo hanno ingerito: un ragazzo italiano è finito in ospedale dopo la challenge TikTok della patatina piccante e, a inizio settembre, un ragazzo di 14 anni è morto in Massachusetts (Stati Uniti) per avere ingerito, sostiene la famiglia, le patatine usate di solito per la Hot Chip Challenge. L’esposto all’antitrust, come si ricorderà, era partito da una segnalazione su un prodotto distribuito e venduto a minori in un negozio in centro a Campobasso. Il professionista, contro il quale l’Antitrust ha avviato il procedimento, aveva 5 giorni per presentare documenti e memorie ed evitare la sospensione provvisoria della pratica, ossia della vendita del prodotto”. “Ebbene il professionista, ossia la società DAVE’S s.r.l., distributore in Italia della Hot Chip Challenge (patatina prodotta da una società della Repubblica Ceca, la Hot-Chip s.r.o.), ha presentato la propria memoria difensiva, annunciando di aver sospeso la vendita del prodotto, cancellato il prodotto dai listini e la propria pubblicità su tutti i media". Il richiamo a una challenge, ossia a una sfida, era infatti un modo per accrescere l’attrattività del prodotto, inducendo i ragazzi a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza. Naturalmente, l’Antitrust ha conseguentemente deliberato di non adottare alcuna misura cautelare”. Per l’Antitrust, infatti, “le iniziative realizzate dal 'professionista', consistenti nella sospensione della vendita del prodotto e, ancor di più, nella sospensione di qualsiasi pubblicità su tutti i media del prodotto Hot Chip Challenge, costituiscono misure idonee a impedire l’ulteriore diffusione delle condotte identificate nella comunicazione di avvio del sub-procedimento cautelare". In ragione di questo, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, le misure adottate da DAVE’S S.r.l. e comunicate all’Autorità risultano, quindi, adeguate.

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