"Selfie mania" in alta quota: tragedia sulle Dolomiti, escursionista perde la vita per uno scatto
Lo "Sportello dei Diritti": «Non si può morire per una fotografia. Massima prudenza in montagna, i sentieri segnalati non vanno mai abbandonati»

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Una terribile tragedia si è consumata sulle Dolomiti italiane, dove una turista americana di 36 anni, Michelle Alejandra Rubio Leiva, residente in Florida, ha perso la vita dopo essere precipitata per quasi 300 metri. L'incidente è avvenuto sotto gli occhi dei familiari, tra cui la sorella, che ha immediatamente allertato i soccorsi.Secondo le prime ricostruzioni, la donna stava effettuando un'escursione in alta quota vicino a Forcella Pordoi, sopra l'abitato di Canazei, a un'altitudine di circa 2.750 metri. Nel tentativo di raggiungere un punto panoramico per scattare una fotografia e immortalare il paesaggio, la trentaseienne si sarebbe allontanata dal sentiero di montagna segnalato. Su un tratto particolarmente esposto e impervio, ha perso l'equilibrio, scivolando nel vuoto. Nonostante il tempestivo arrivo sul posto degli uomini del Soccorso Alpino, per la donna non c'è stato nulla da fare: l'impatto a seguito della caduta di centinaia di metri si è rivelato fatale. L'episodio riaccende drammaticamente i riflettori sul fenomeno della cosiddetta "selfie mania" e sui rischi legati alla distrazione o alla sottovalutazione dei pericoli in ambienti estremi come quello montano. Sul drammatico evento interviene Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che rileva l'assoluta necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei frequentatori della montagna: « Non è tollerabile che una giornata di vacanza e di natura si trasformi in dramma per la ricerca dello scatto perfetto o del selfie panoramico. La montagna ha regole rigide che non ammettono deroghe o distrazioni. Allontanarsi dai percorsi tracciati e segnalati, specialmente in tratti esposti e ad altitudini elevate, espone a pericoli mortali come cedimenti del terreno o improvvise perdite di equilibrio. Invitiamo tutti i turisti e gli appassionati di escursionismo a mettere sempre la sicurezza al primo posto: nessuna fotografia vale una vita». Lo “Sportello dei Diritti” coglie l'occasione per ricordare le regole fondamentali di prevenzione in alta quota: rimanere rigorosamente all'interno dei sentieri battuti, studiare preventivamente i percorsi, indossare calzature e abbigliamento tecnici adeguati e non avvicinarsi mai a crinali o dirupi per scopi fotografici.
