Report, il Tribunale di Roma annulla la sanzione da 150 mila euro del Garante Privacy per gli audio di Sangiuliano

Report, il Tribunale di Roma annulla la sanzione da 150 mila euro del Garante Privacy per gli audio di Sangiuliano

Dettagli della notizia

Il Tribunale Ordinario di Roma (Sezione Diritti della Persona) ha annullato la sanzione di 150 mila euro che il Garante della Privacy aveva inflitto sulla pubblicazione dell'audio tra Sangiuliano e la moglie Corsini". Secondo il Tribunale era legittimo e di interesse pubblico trasmettere audio e inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. L'oggetto delle contestazioni del Garante della privacy era la puntata di Report dell'8 dicembre 2024, in cui era stata trasmessa la registrazione di una telefonata del ministro Gennaro Sangiuliano alla moglie Francesca Corsini sul caso Boccia. Nell'audio, Sangiuliano confessa a Corsini la relazione avuta con Maria Rosaria Boccia: un legame al centro dello scandalo che ha portato alle dimissioni del ministro e alle indagini nei confronti di entrambi. In seguito, la posizione di Sangiuliano è stata archiviata. La sanzione di 150 mila euro, aveva motivato il Garante, è dovuta alla “violazione di alcune disposizioni del Codice della Privacy, del Gdpr e delle Regole deontologiche relative ai dati personali nell'esercizio della professione giornalistica”. La legge infatti, vieta la registrazione e la diffusione di corrispondenza privata. Ma nell'esercizio della professione giornalistica la pubblicazione può avvenire quando sia necessario per ragioni di interesse pubblico o essenziale per la comprensione di una notizia. Nel caso Boccia, l'interesse pubblico è motivato, secondo Report, per il fatto che l'imprenditrice si fosse qualificata in più occasioni come collaboratrice del ministro. Tuttavia la sentenza stabilisce che la conversazione, pur essendo privata, aveva una “sostanziale rilevanza pubblica” perché svelava come le decisioni istituzionali (la nomina o meno di una consulente ministeriale) fossero influenzate da “questioni di natura squisitamente personale” e dalle richieste della moglie del Ministro. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” la sanzione è stata "un segnale politico" per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni, nonostante il Garante sia un organo indipendente dalla politica. Giustamente la multa era stata contestata da Report sia nel merito sia nel metodo.

Immagini della notizia

Documenti e link

X