Prosciutto cotto italiano ritirato dal mercato per rischio Listeria
Consumi di prosciutto a rischio in Francia. Nel Paese ritirate vaschette prosciutto cotto tagliato a fette sottili proveniente dall'Italia Cesare Fiorucci

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RASFF con nota 2026.2751 del 1° aprile 2026 e Rappel Conso, il sito francese di avviso sui prodotti pericolosi, hanno allertato i consumatori sul sospetto della presenza di listeria nelle vaschette di prosciutto cotto italiano 120 g, tagliato a fette sottili, venduto in tutta la Francia. Questo prodotto è attualmente in fase di ritiro dai negozi. Si tratta di vaschette di prosciutto "senza marca" GTIN 3294380019135 del lotto 627.006401, commercializzate tra il 06/03/2026 al 27/03/2026 e la cui data di scadenza è fino al 07/04/2026. Un prodotto venduto da molte catene di supermercati d'Oltralpe, oltre supermercati specializzati e siti online di prodotti italiani. Pertanto, la società Cesare Fiorucci, sta provvedendo al richiamo del prodotto interessato dalla vendita in tutta la Francia Questa misura precauzionale non influisce sui prodotti con date di scadenza diverse. I clienti possono restituire il prodotto nel rispettivo mercato e ottenere il prezzo di acquisto rimborsato, ovviamente, anche senza presentazione della ricevuta. Non si sa ancora se effettivamente il lotto incriminato sia stato venduto anche in Italia anche sotto altro marchio, questo il Ministero della Salute ad oggi non lo riporta. Tuttavia, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda a tutti i nostri connazionali che si trovano in Francia di non consumare il prodotto del lotto interessato. Non si possono escludere rischi per la salute. Che cos'è la listeriosi? La listeriosi è un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato e pertanto classificata fra le malattie trasmesse attraverso gli alimenti. Nei Paesi occidentali, la malattia si sta rivelando sempre più un importante problema di sanità pubblica. Seppur relativamente rara, infatti, si può manifestare con un quadro clinico severo e tassi di mortalità elevati soprattutto in soggetti fragili quali neonati, anziani, donne gravide e adulti immuno-compromessi. Inoltre, negli ultimi anni, si sono verificate frequenti epidemie, soprattutto in seguito alla distribuzione di cibo contaminato attraverso le grandi catene di ristorazione. Il batterio che causa la listeriosi è ubiquitario, molto diffuso nell’ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali, senza che questi mostrino sintomi apparenti. Può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti. Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0 a 45°C, tende a persistere nell’ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati. La dose infettiva di Listeria è non è certa: il rischio di sviluppare la malattia si ha anche con bassi livelli di carica batterica, anche se la maggior parte dei soggetti adulti in buona salute non presenta alcun sintomo dopo il consumo di alimenti contaminati o può presentare sintomi gastroenterici quando la contaminazione è molto elevata. La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica.
