Presenza alcaloidi tropanici, richiamato dai supermercati miglio decorticato biologico

Presenza alcaloidi tropanici, richiamato dai supermercati miglio decorticato biologico

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Nuovo richiamo del miglio decorticato biologico. Oggi, 13 febbraio 2026, il Ministero della Salute, ha diffuso sul proprio sito web, un avviso di richiamo per rischio chimico: presenza di alcaloidi tropanici in quantità superiore ai limiti previsti in due marche di miglio decorticato biologico a marchio Cadoro Bio e a marchio Biobon. Il prodotto in questione è venduto col marchio Cadoro Bio in confezioni da 250 grammi, appartenenti ai lotti L210/25 con il termine minimo di conservazione dell’01/2027, e L260/25 con il TMC del 03/2027, e L309/25 con il TMC del 05/2027, e L339/25 con il TMC del 06/2027, e L021/26 con il TMC del 07/2027. L’altro richiamo riguarda le confezioni a marchio Biobon da 500 grammi, con lotto di produzione 293/25 e con il termine minimo di conservazione del 04/2027. L’azienda Melandri Gaudenzio Srl ha prodotto il miglio decorticato bio per Supermercati Cadoro SpA e anche per il proprio marchio, Biobon. Lo stabilimento di produzione si trova in via Boncellino, 120 48012 Bagnacavallo, in provincia di Ravenna. Anche i recenti richiami di miglio decorticato bio erano causati dalla possibile presenza di alcaloidi tropanici. Questi composti, se assunti in quantità elevate o per periodi prolungati, possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare per il fegato. Nello specifico gli alcaloidi del tropano sono composti naturali prodotti dal metabolismo secondario delle piante appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, delle Erythroxylaceae e delle Convolvulaceae. Nella famiglia delle Solanacee si contano oltre 100 generi e più di 2000 specie di piante, comprese piante importanti per l'alimentazione umana (patate, melanzane, pomodori, peperoni, e peperoncini), piante da cui si ricavano droghe farmaceutiche (es. la belladonna), e piante velenose (es. la datura). Le piante maggiormente coinvolte nella contaminazione da AT sono quelle appartenenti al genere Datura (es. Datura stramonio) e alcune piante dei generi Brugmansia e Hyoscyamus. Gestire la contaminazione alimentare da AT non è semplice poiché le piante che producono queste molecole tossiche sono ubiquitarie e possono, in maniera accidentale, infestare ogni tipo di coltivazione e raccolto. Per questo gli AT possono essere presenti in un ampio spettro di alimenti a base di cereali (grano saraceno, miglio, sorgo e mais), vegetali (soprattutto quelli in foglia come gli spinaci), legumi, tè e infusi, semi oleaginosi, integratori alimentari, baby food, polline e prodotti dell’alveare. Nel mese di Luglio 2024 sono stati segnalati in quattro Regioni italiane (Abruzzo,Lazio, Marche e Piemonte) diversi casi clinici, fortunatamente non gravi, con diagnosi di Sindrome Anticolinergica Centrale da sospetta intossicazione da Mandragora. Secondo la “Linea Guida del Ministero della Salute 26 settembre 2023” gli alcaloidi presenti nella pianta Datura Stramonio, in particolare l’atropina e la scopolamina, sono potenti tossine che agiscono sul sistema nervoso centrale e periferico interferendo con i neurotrasmettitori, in particolare con l’acetilcolina, provocando sintomi gravi entro poche ore come: alluccinazioni, deliri, midriasi, secchezza delle fauci, confusione mentale, tachicardia, febbre, convulsioni e coma, già a basso dosaggio, gli alcaloidi tropanici hanno effetti sulla frequenza cardiaca e sul sistema nervoso centrale, causando sintomi come stordimento, mal di testa o nausea. La contaminazione dei vegetali destinati all’alimentazione umana, da parte di piante produttrici di alcaloidi, può essere dovuta all’infestazione dei campi durante la coltivazione e/o al momento del raccolto. Pertanto, il prodotto finale può risultare miscelato con parti delle piante tossiche, arrivando facilmente al consumatore finale. I soggetti più a rischio risultano essere principalmente i bambini, che presentano una suscettibilità particolare agli alcaloidi tropanici e dato il consumo frequente di cereali, soprattutto per la prima colazione, sono maggiormente esposti. A scopo precauzionale, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di non consumare il prodotto con la scadenza e il numero di lotto indicato e restituirlo al punto vendita d’acquisto dove sarà rimborsato o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale. In caso di sospetto consumo di prodotti a rischio o di sviluppo di sintomi correlati, è fondamentale consultare immediatamente un medico per una valutazione e un trattamento appropriato.

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