Peperoncino "Aji Limo" contaminato con insetticida, allarme del Ministero della Salute

Scoperta alta concentrazione del veleno Metomil

Peperoncino "Aji Limo" contaminato con insetticida, allarme del Ministero della Salute

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Veleni in alcuni alimenti che finiscono sulle nostre tavole. Che c'è di più salutare del peperoncino, pensiamo di metterlo nel carrello della spesa e non sappiamo che in realtà mangeremo un concentrato di residui chimici, visto che la spezia proviene non dalle nostre campagne ma dal Perù. L'allarme è stato dato dal Ministero della Salue che ha trovato, in una partita in particolare, livelli di insetticida tali da rappresentare "un serio rischio per la salute". La notifica del problema al sistema di allerta, con tanto di pubblicazione di una black list degli alimenti contaminati, è stata pubblicata il 6 giugno sul sito del nostro dicastero. Il condimento è stato probabilmente ritirato dalle vendite a scopo preventivo, per ragioni di possibile contaminazione in quanto nella maggioranza del peperoncino è stata trovata la presenza in eccesso di " Metomil " in concentrazioni tali da risultare tossica per gli esseri umani. Nello specifico si tratta del lotto CEXVEG 28126019201 con scadenza di tre giorni a marchio PEPERONCINO "AJI LIMO" (Capsicum chinense). La spezia + stata prodotta dall’Azienda COOLWAY sita a Lima in Perù ma commercializzata in Europa dalla ditta Olla De Barro Food srl sita in via Augusto Righi n 11 a Cologno Monzese con la denominazione di vendita “AJI LIMO” in confezione di 1 kg. Come riporta l’avviso del Ministero della Salute la spezia “Deve essere ritirata immediatamente dalla vendita (non idoneo per la vendita). Se avete ancora scorte, vi preghiamo di comunicarci la quantità e di procedere al loro immediato smaltimento, riservandolo separatamente, in attesa di un contatto da parte del nostro team per coordinare il ritiro e/o le azioni da intraprendere”. Il " Metomil " è considerato pericoloso e non è una questione di allarmismo o di bufale in rete. A dirlo è stato la Environmnental Protection Agency (EPA) che lo ha classificato come insetticida carbammato designato come un uso limitato di pesticidi (RUP). Altamente tossico, è un solido cristallino idrosolubile che emana un odore solforoso. Dalla fine del 1960, la sostanza è stata utilizzata come pesticida sulle colture ortofrutticole commerciali, nonché prodotti immagazzinati. La sua applicazione come insetticida è altamente efficace contro un'ampia varietà di parassiti, in particolare quelli che sono resistenti ai pesticidi organofosforici. Inizialmente, Dupont metomil registrato con l'EPA per l'uso come insetticida per crisantemi coltivate commercialmente nel 1968. Tuttavia, il suo utilizzo presto è stato utilizzato per proteggere il bestiame e anche immobili commerciali da parassiti. Da quel momento, è stato usato per trattare la produzione commerciale di lattuga, rabarbaro, asparagi, carciofi e melograni negli Stati Uniti. Mentre ci sono stati molto pochi gli studi clinici condotti per determinare i potenziali effetti negativi di metomil sulla salute umana. Metomil è facilmente assorbito attraverso la pelle e per inalazione di particelle fini. Il suo meccanismo d'azione è quello di inibire colinesterasi, un enzima prodotto dal fegato che regola il funzionamento del sistema nervoso. I sintomi rivelatori di tossicità di questo percorso sono movimenti incontrollati dei muscoli, spasmi, convulsioni, etc. L'insetticida è anche assorbito attraverso il tratto intestinale. Infatti, l'ingestione di questa sostanza equivale ad un veleno ad azione rapida in esseri umani e animali. La sua potenza è tale che pochi milligrammi, ingeriti da un cane, si rivelano letali in breve tempo. Con un bicchiere di Methomyl si fanno fuori un centinaio di cani, gatti, faine o rapaci, se si è abili a confezionare la polpetta. Il metabolismo del metomil avviene per idrolisi prima che degrada in anidride carbonica e sottoprodotti acetonitrile. Per i lavoratori che entrano in contatto con questo insetticida, è necessario indossare indumenti protettivi, guanti e occhiali, nonché respirare attraverso un respiratore organico-vapore. Inquieta davvero vedere come i prodotti incriminati siano di largo consumo sulle nostre tavole, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Diventa fondamentale, allora, tracciarli e identificarli ovunque si celino.

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