Neonati morti dopo aver bevuto latte Nestlé: aperte due inchieste penali

In Francia sono state aperte due indagini penali dopo i richiami di prodotti in seguito alla morte di due neonati che avevano consumato latte per neonati Guigoz, prodotto dalla Nestlé e potenzialmente contaminato dal batterio Bacillus Cereus

Neonati morti dopo aver bevuto latte Nestlé: aperte due inchieste penali

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Le autorità francesi hanno aperto un'indagine penale sulla morte, avvenuta all'inizio di gennaio, di un neonato che aveva consumato latte in polvere Nestlé, ha annunciato giovedì 22 gennaio 2026, la procura di Bordeaux (sud-ovest). Una seconda indagine era già stata aperta ad Angers (Maine-et-Loire) in seguito alla morte di un altro neonato che aveva consumato lo stesso latte in polvere, secondo Radio France, per fare luce sulla morte dei neonati ai quali era stato somministrato del latte artificiale Nestlé. La magistratura ha inoltre disposto l'esecuzione di un'autopsia e l'analisi «dei prelievi anatomopatologici e tossicologici, i cui risultati non sono ancora noti». I prodotti somministrati agli infanti deceduti «sono stati posti sotto sequestro ai fini di analisi, in particolare per determinare la presenza o meno del batterio Bacillus cereus», ha dichiarato il procuratore di Bordeaux, Gaudeul. Di recente, in diversi Paesi, i colossi alimentari Nestlé e Lactalis hanno effettuato ritiri su larga scala di latte in polvere per neonati. Martedì, il ministero della salute di Parigi ha comunicato che le autorità sanitarie francesi hanno dato il via ad un'inchiesta epidemiologica e alimentare e che il caso viene gestito dal Centro di crisi sanitarie (CCS), organo in seno al ministero, il quale ha assicurato che «non è stato registrato alcun caso di malattia in Francia», ma che «i centri antiveleni sono stati contattati da genitori che chiedevano informazioni su come comportarsi, oppure segnalavano che i loro neonati presentavano sintomi legati a disturbi digestivi quali vomito e diarrea». Da alcune settimane il colosso alimentare svizzero Nestlé ha richiamato dagli scaffali i suoi prodotti di latte artificiale dei marchi Guigoz e Nidal a causa della possibile presenza del batterio. Richiamo che ha interessato ormai circa una sessantina di Paesi. A metà gennaio il CEO di Nestlé, Philipp Navratil, ha presentato le proprie scuse, mentre alcune ONG accusano il gruppo di aver reagito con troppo ritardo. Ritiro legato a «una materia prima fornita da un produttore cinese». Ieri anche i gruppi lattiero-caseari francesi Danone e Lactalis hanno annunciato il ritiro dal mercato di prodotti contenenti latte per neonati in diversi Paesi, tra cui Francia, Cina, Australia e Messico. Secondo le autorità anche in questo caso il ritiro è legato, come per Nestlé, «a una materia prima fornita da uno stesso produttore in Cina».Secondo l'associazione Foodwatch, si tratta di uno dei pochi fornitori al mondo di acido arachidonico (ARA), una sostanza sintetica fortemente regolamentata in Europa e utilizzata nella composizione di alcuni alimenti per lattanti perché fonte di omega-6. La ONG ha annunciato mercoledì di aver presentato un reclamo contro ignoti per "fare luce" su questi richiami, affermando che "milioni di neonati in tutto il mondo sono interessati". Il richiamo, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riguarda ora circa sessanta paesi, tra cui l’Italia, e il capo della Nestlé, Philipp Navratil, si è scusato a metà gennaio, poiché il gruppo è accusato da alcune ONG di essere stato lento nell'agire.

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