Multa per semaforo rosso: la solita frase "prestampata" sul verbale non vale più a giustificare la contestazione differita
Lo ha stabilito una sentenza del Giudice di Pace di Lecce, Dott. Raffaele Carluccio, che ha annullato il verbale. Lo Sportello dei Diritti: “Una sentenza rappresenta una vittoria cruciale per la legalità e per la tutela degli automobilisti contro l'uso standardizzato dei verbali da parte delle pubbliche amministrazioni

Dettagli della notizia
Un’importante pronuncia (disponibile in fondo alla pagina) ottenuta dinanzi al Giudice di Pace di Lecce, Dott. Raffaele Carluccio, mette a serio rischio annullamento i verbali elevati per il passaggio con il semaforo rosso. La sentenza ribadisce un principio fondamentale di garanzia per tutti i cittadini: la motivazione riguardante l'omessa contestazione immediata dell'infrazione non può ridursi a una mera formula di stile o ciclostilata. Nel caso in esame, un automobilista si era visto recapitare un verbale di contestazione per una presunta violazione dell’art. 146, comma 3, del Codice della Strada (passaggio con semaforo rosso), rilevata tramite apparecchiatura elettronica di controllo remoto. Il Giudice di Pace ha accolto integralmente il ricorso predisposto dall’Avv. Alfredo Matranga e ha annullato il verbale di contestazione, statuendo che l'Ente accertatore ha il dovere di motivare in modo sempre congruo ed effettivo le ragioni specifiche per cui non è stato possibile fermare il veicolo al momento della presunta infrazione. Secondo la decisione del magistrato onorario, le motivazioni generiche, prestampate o predeterminate sul modulo del verbale non soddisfano affatto i rigidi requisiti previsti dall'art. 201 del Codice della Strada, determinando irrimediabilmente l'illegittimità dell'atto amministrativo. Sul caso è intervenuto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il quale rileva: "Questa sentenza rappresenta una vittoria cruciale per la legalità e per la tutela degli automobilisti contro l'uso standardizzato dei verbali da parte delle pubbliche amministrazioni. La notifica differita deve rimanere un'eccezione motivata da circostanze reali e specifiche della situazione contingente, e non un automatismo burocratico giustificato da frasi ciclostilate che ledono il diritto di difesa del cittadino." Con questa pronuncia si apre la strada a numerosi ricorsi per tutti quei verbali che presentano formule stereotipate e prive di un reale riscontro sulle motivazioni che hanno impedito il fermo immediato del veicolo da parte degli agenti accertatori.
