Multa di 7 milioni di euro a Philip Morris per "pratiche ingannevoli" in Italia

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha annunciato di aver multato Philip Morris Italia per 7 milioni di euro per aver fornito informazioni fuorvianti ai consumatori, compresi i minori, sui rischi per la salute derivanti dai suoi prodotti

Multa di 7 milioni di euro a Philip Morris per "pratiche ingannevoli" in Italia

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Sette milioni di euro: è l’importo della sanzione comminata dall’AGCM a Philip Morris Italia, azienda attiva nel settore del tabacco lavorato, per «pratica commerciale scorretta. Nello specifico ha dichiarato mercoledì l'AGCM: "Le pubblicità di Philip Morris hanno indotto in errore i consumatori, facendogli credere che questi prodotti non abbiano effetti nocivi sulla salute o che siano meno dannosi di altri prodotti del tabacco", spiegando la decisione di multare l'azienda per 7 milioni di euro. L'autorità garante della concorrenza ha avviato un'indagine a seguito di una segnalazione del Ministero della Salute. "Espressioni e affermazioni come 'senza fumo', 'prodotti senza fumo' e 'costruire/pianificare/accelerare un futuro senza fumo', utilizzate nell'ambito di un'ampia strategia di marketing per i suoi prodotti a base di nicotina senza fumo, hanno tratto in inganno i consumatori, compresi i minori", sottolinea l'Autorità. Vengono incoraggiati a credere che questi prodotti "siano sicuri per la loro salute e/o meno rischiosi rispetto ad altri prodotti a base di tabacco, in particolare le sigarette tradizionali", aggiunge. «È paradossale – si sostiene infine- che l’AGCM, a cui è richiesto di tutelare i consumatori, contribuisca a creare confusione sui prodotti del tabacco e della nicotina, con una decisione che suggerisce che non vi sia differenza tra prodotti da fumo e quelli non da fumo: un messaggio fuorviante che rischia di scoraggiare i fumatori adulti dall’abbandonare le sigarette tradizionali, con evidenti conseguenze negative. Continueremo a operare nel pieno rispetto della legge e degli standard più elevati di responsabilità verso i consumatori e le istituzioni». "Le prove raccolte durante le ispezioni e l'indagine dimostrano in realtà che le attuali conoscenze scientifiche e cliniche non supportano in alcun modo l'argomentazione secondo cui i prodotti sarebbero meno dannosi o privi di rischi per la salute, anche solo per via della nicotina", scrive inoltre l'Autorità. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, esigua questa sanzione seppur milionaria che risulta percentualmente modesta rispetto al fatturato annuo dell’azienda coinvolta. Sarebbe stato necessario almeno elevare il tetto massimo delle sanzioni per scoraggiare le pratiche scorrette.

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