Monitoraggio epidemiologico: Stati Uniti e Unione Europea seguono con attenzione il sospetto focolaio di peste in siberia

Autorità occidentali in allerta dopo la morte di una ricercatrice a Irkutsk e l'avvio delle misure di quarantena nella Federazione Russa

Monitoraggio epidemiologico: Stati Uniti e Unione Europea seguono con attenzione il sospetto focolaio di peste in siberia

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Gli Stati Uniti e l'Unione Europea stanno monitorando da vicino la situazione epidemiologica nella regione russa di Irkutsk, in Siberia, in seguito alla segnalazione di un possibile focolaio di peste polmonare. L'allarme internazionale è scattato dopo il decesso della ricercatrice ventottenne Daria Shipilova, impiegata presso un istituto locale di ricerca antipeste, sollevando lo spettro di un potenziale incidente biologico di laboratorio. Mentre il governatore della regione di Irkutsk ha dichiarato che il decesso è riconducibile a una "polmonite di eziologia sconosciuta", invitando la popolazione a non cedere ad allarmismi, le risposte sanitarie sul campo indicano l'applicazione di severi protocolli di contenimento. Almeno cinque strutture ospedaliere locali sono state poste in isolamento e quasi 200 persone entrate in contatto con la vittima si trovano attualmente in quarantena. Le cancellerie occidentali e le agenzie sanitarie internazionali mantengono un atteggiamento di massima prudenza ma chiedono chiarezza metodologica a Mosca:

• Unione Europea: La Commissione Europea, tramite il portavoce per la gestione delle crisi, ha confermato di essere in costante contatto con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) per valutare i potenziali rischi. La questione è stata inserita d'urgenza all'ordine del giorno del Comitato per la sicurezza sanitaria dell'UE per coordinare un'eventuale risposta comunitaria.

• Stati Uniti: La Casa Bianca e i funzionari governativi hanno espresso preoccupazione, sottolineando la necessità di una totale trasparenza da parte delle autorità russe sulla reale eziologia del contagio e sulle dinamiche dell'incidente di laboratorio.

La peste polmonare, causata dal batterio Yersinia pestis, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rappresenta la forma più aggressiva e letale della malattia a causa della sua capacità di trasmettersi direttamente da persona a persona per via aerea tramite droplet. Gli esperti epidemiologi europei ricordano che, sebbene la Siberia sia un focolaio naturale storico per la patologia, l'ipotesi di una contaminazione professionale richiede un tracciamento epidemiologico rigoroso. I partner internazionali continuano a sollecitare la Federazione Russa a condividere tempestivamente i dati biologici e i campioni di laboratorio con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al fine di escludere minacce di natura transfrontaliera.

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