Listeria nel formaggio brie dalla Francia

il ministero della Salute segnala richiamo di un lotto bollandolo come "contaminato dalla Listeria Micytogenes"

Listeria nel formaggio brie dalla Francia

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E' stato il Ministero della Salute ad innalzare il livello dell'attenzione su un lotto di formaggio brie distribuito da Bayernland Srl con packaging neutro. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è un potenziale rischio microbiologico dovuto a Listeria monocytogenes. Il prodotto in questione è venduto in forme da 1 kg circa, con il numero di lotto BXCG1 e il termine minimo di conservazione del 20/09/2026. Nonostante il provvedimento sia datato 01/09/2026, il Ministero lo ha diffuso soltanto oggi, 15/09/2026, con due settimane di ritardo. L’azienda SASU Pâturages Comtois (marchio di identificazione FR 70.002.001 CE), ha prodotto il brie richiamato per Bayernland Srl. Lo stabilimento di produzione si trova in rue de la Fromagerie, ad Aboncourt-Gesincourt, in Francia. Nell’ottica d’informazione quotidiana in materia di allerte per i consumatori, Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, a scopo precauzionale, raccomanda ai clienti che hanno acquistato il lotto sopra indicato raccomanda di non consumarlo e a consegnarlo al rivenditore o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale. La Listeria monocytogenes è un batterio presente nel suolo, sull'acqua e nella vegetazione. Esso può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, ed è responsabile della Listeriosi. La listeriosi è una malattia infettiva, trasmessa in genere con gli alimenti, che si manifesta sporadicamente in forma conclamata.L'incidenza è molto bassa, di appena 7 persone su un milione, le tipologie più a rischio sono soprattutto i neonati e le persone che hanno superato i sessant'anni. I soggetti che hanno immunodeficienze sono più vulnerabili. Si manifesta in genere in gravidanza o in soggetti immunodepressi e pur trasmettendosi per via alimentare non dà sintomatologie gastroenteriche ma manifestazioni generali quali la setticemia o la meningite purulenta o infezioni intrauterine o fetali. In gravidanza ha una sintomatologia subdola, simil influenzale, con gravi ripercussioni sul feto. La diagnosi più che sulla sintomatologia si basa sull'isolamento del germe nel sangue o nel liquido cefalorachidiano o nel liquido amniotico. I cibi incriminati sono vari: latte non pastorizzato, formaggi freschi, insaccati, verdure contaminate. Si manifesta anche negli animali, in particolare bovini, caprini ed ovini.L' ampicillina è generalmente considerata l' antibiotico di scelta : si somministra ampicillina (2 g per endovena) con l'aggiunta di un aminoglicoside, eritromicina 10 mg/kg al giorno per la forma da dermatite. La Gentamicina o Eritromicina vengono aggiunte frequentemente per i suoi effetti sinergici. In molti casi la malattia ha un esito infausto. Una valida profilassi è rappresentata dalla cottura del cibo. La batteriemia dovrebbe essere trattata per 2 settimane, la meningite per 3 settimane e l'ascesso del cervello per almeno 6 settimane. Il tasso di mortalità complessivo è del 20-30%. Di tutti i casi connessi alla gravidanza, il 22% ha causato la perdita del feto o morte neonatale, ma le madri sopravvivono nella maggioranza dei casi.

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