Listeria nei ciccioli di maiale sottovuoto richiamati dal commercio

L’allerta del Ministero della Salute per rischio microbiologico. Lo Sportello dei Diritti “Riportateli al negozio”. Ecco tutti i dettagli da conoscere e i rischi da non ignorare

Listeria nei ciccioli di maiale sottovuoto richiamati dal commercio

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Nuovo richiamo per rischio microbiologico. Il Ministero della Salute ha segnalato sul portale nella sezione dedicata agli “Avvisi di sicurezza e ai Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori”, a tutela della salute dei consumatori, il richiamo precauzionale da parte dell’operatore dai negozi dei ciccioli di maiale sottovuoto a marchio Serafini. Coinvolto il lotto 07/2025 che corrisponde al mese di produzione con scadenza del 31/03/2026. Il provvedimento di richiamo è stato adottato per la presenza di Listeria monocytogenes (SU 1 UC EX REG. 2073/2005). Il prodotto in questione è venduto in tranci confezionati sottovuoto da 400-500 grammi. La carne incriminata è stata prodotta dall’azienda Industria Casearia Serafini Roberto & C. srl - Ettore Serafini (marchio di dentificazione: CE IT 08 468) con stabilimento a Piacenza in Strada Agazzana n° 59. La Listeria monocytogenes è un batterio molto diffuso in natura, capace di contaminare diversi alimenti, soprattutto quelli di origine animale e vegetale freschi. Una caratteristica che lo rende particolarmente insidioso è la resistenza al freddo: può sopravvivere e moltiplicarsi anche in frigorifero, fino a +2°C. La contaminazione da Listeria rappresenta un pericolo significativo, soprattutto per alcune categorie fragili. Le donne in gravidanza possono, infatti andare incontro a conseguenze gravi come aborto spontaneo o infezioni congenite del neonato. Anche immunodepressi, anziani e pazienti oncologici sono a rischio di forme invasive come meningiti e sepsi. La malattia può manifestarsi in forme diverse. Negli adulti sani è più comune una gastroenterite con sintomi simili a un’influenza intestinale, che tende a risolversi spontaneamente. Nei soggetti vulnerabili, invece, la forma invasiva può avere conseguenze molto serie e lunghi tempi di incubazione, fino a dieci settimane. Nei neonati il quadro clinico può risultare particolarmente severo. I richiami alimentari vengono disposti quando si sospetta o conferma la presenza del batterio in cibi pronti al consumo. La Listeria non altera l’aspetto né il sapore, rendendo impossibile riconoscerla. Per questo le autorità adottano il principio di precauzione, ordinando il ritiro di prodotti a rischio, soprattutto latticini freschi, carni pronte e pesce affumicato. È conveniente, pertanto, fare attenzione ai dettagli sul lotto richiamato, al fine di non correre rischi collegati al consumo del salmone norvegese affumicato contaminato. In via cautelativa, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di non consumare i ciccioli eventualmente acquistati, qualora la confezione riportasse i dati indicati in precedenza. Chiunque dovesse ritrovarsi in possesso di uno o più prodotti del lotto, avrà modo di restituirlo presso il punto vendita dov’è stato effettuato l’acquisto dove sarà rimborsato o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale. Le persone che avessero consumato questo lotto di prodotto e che presentassero febbre, isolata o accompagnata da mal di testa, sono invitate a consultare il proprio medico curante segnalando il consumo. Le donne in gravidanza e le persone immunodepresse e gli anziani, devono presentare particolare attenzione a questi sintomi.

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