Le viene confiscata l’auto e si ritrova sommersa dalle multe... a causa degli agenti di polizia che guidano la sua auto “civetta”

Ma in Italia la polizia può violare le norme che regolano la circolazione?

Le viene confiscata l’auto e si ritrova sommersa dalle multe... a causa degli agenti di polizia che guidano la sua auto “civetta”

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Nel 2019, le autorità francesi hanno sequestrato l'auto di Jenny S., una trentacinquenne residente nella regione dell'Île-de-France. Da allora, il veicolo “civetta” è stato utilizzato dagli agenti di polizia, ma il libretto di circolazione non è mai stato aggiornato. Di conseguenza, la giovane donna si ritrova a ricevere tutte le multe per infrazioni al codice della strada emesse dagli agenti. Trovandosi a dover affrontare un debito di quasi 3.000 euro e la revoca della patente, è alla ricerca di una soluzione. Tutto ebbe inizio nel 2019. Jenny consegnò alla stazione di polizia di Bobigny (Seine-Saint-Denis) l'auto che le era stata regalata dal suo compagno, all'epoca indagato per reati di cui lei non era a conoscenza. Un documento ufficiale, conferma che l'auto fu affidata alla polizia nel giugno 2019, che la utilizzò successivamente per i propri servizi. Il problema è che il nome sul libretto di circolazione non è mai stato cambiato. Per sette anni, la polizia ha guidato questo veicolo e non sempre ha rispettato il codice della strada: eccesso di velocità, parcheggio illegale... le multe vanno direttamente a Jenny. Secondo i calcoli il debito ammonta ora a 2.862 euro, principalmente a causa delle penali per il ritardo nei pagamenti. Ma Jenny, che percepisce un sussidio di disoccupazione, non può permettersi di pagare. La sua banca ha tentato di pignorare il suo conto, causando delle commissioni. "Sono in rosso a causa loro, anche se non ho mai vissuto al di sopra delle mie possibilità", afferma. Come se non bastasse, le è stata sospesa la patente per via dei punti detratti per infrazioni al codice della strada. "È stressante e fonte di ansia quotidiana ", confida la giovane donna. Ora che è alla ricerca di un lavoro, teme che il suo futuro stipendio venga pignorato per saldare questi debiti ingiusti. Per anni, Jenny ha scritto alla polizia, ai tribunali e alle autorità fiscali per porre fine a questa situazione, ma senza alcun risultato. Alla fine, nel maggio del 2026, ha presentato una denuncia per furto d'identità. In Italia la polizia può violare le norme che regolano la circolazione? La risposta è affermativa ma a due condizioni Gli automobilisti e gli utenti della strada sono tenuti a rispettare le norme del Codice della Strada. Ma la polizia e le altre forze dell’ordine possono violare queste norme? Come riporta il sito https://www.sicurauto.it, la risposta è sì, tuttavia la possibilità di infrangere le regole di comportamento stabilite dallo stesso CdS è soggetta al rispetto di due condizioni, al fine di evitare abusi e prevaricazioni. Tutto ruota attorno all’articolo 177 del Codice della Strada, che disciplina la circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, di protezione civile e delle autoambulanze. Il comma 2 prevede infatti che i suddetti veicoli “non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere”. Ma a due condizioni:

- devono usare congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu;

- devono essere impegnati nell’espletamento di servizi urgenti.

In entrambi questi casi i veicoli devono comunque seguire le segnalazioni degli agenti del traffico. E circolare nel rispetto delle regole di comune prudenza e diligenza. Insomma, niente Far West nel traffico cittadino.

E per le scorte che accompagnano politici, magistrati e altre personalità vale lo stesso regolamento? Assolutamente sì: chi svolge il servizio di scorta, ovviamente autorizzato, ha la stessa qualifica degli agenti di pubblica sicurezza, come previsto dalla legge 83/2002, articolo 5-bis. Con i medesimi diritti ma anche uguali doveri. Come ha constatato tempo fa l’autista della scorta dell’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha subito sospensioni della patente e decurtazioni di punti per aver superato ben 6 volte i limiti di velocità mentre accompagnava in vari impegni istituzionali l’allora primo cittadino della città veneta. Nonostante l’autista abbia provato a difendersi fino in Cassazione sostenendo di aver violato il Codice durante il servizio di scorta, che ha le stesse prerogative attribuite ai veicoli di polizia, la Suprema Corte ha confermato le sanzioni mancando il requisito dell’urgenza o dell’emergenza. Un chiaro messaggio, , rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, a chiunque abusa dei propri privilegi per ottenere vantaggi illeciti.

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