La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia annulla un accertamento da oltre 200 mila euro dell'Agenzia delle Entrate di Lecce
Utili extracontabili e assoluzione penale definitiva: il fisco non può presumere la distribuzione ai soci. La sentenza valorizza l'efficacia probatoria del giudizio penale

Dettagli della notizia
Con la recente sentenza n. 3165/2026 (disponibile in fondo alla pagina), depositata il 28 ottobre 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia – Sezione staccata di Lecce, Sezione 23 (Presidente Dott. Alessandro Silvestrini e Relatore Dott. Antonio Carra), ha integralmente accolto l’appello proposto dall’Avv. Maurizio Villani nell’interesse di una contribuente. I giudici hanno totalmente annullato un avviso di accertamento di oltre 200 mila euro notificato dall’Agenzia delle Entrate di Lecce, riformando la decisione di primo grado e condannando l'Amministrazione finanziaria al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio, con distrazione in favore del difensore antistatario. La pronuncia riveste un interesse eccezionale nel panorama giuridico poiché affronta e risolve due questioni centrali e fortemente dibattute nel contenzioso tributario:
• I limiti della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società di capitali a ristretta base partecipativa.
• La rilevanza e l'efficacia della sentenza penale irrevocabile di assoluzione all'interno del processo tributario.
Il principio cardine espresso nella motivazione della sentenza attribuisce un peso determinante alla precedente sentenza penale definitiva di assoluzione. I giudici hanno statuito che, quando il giudice penale ha già esaminato e giudicato i fatti posti alla base della contestazione fiscale, le risultanze di quel processo assumono una fondamentale rilevanza probatoria anche in sede tributaria. Tali elementi non possono essere ignorati, ma devono essere attentamente valutati insieme a tutto il materiale probatorio acquisito in giudizio. Questa decisione valorizza in modo concreto il rapporto di interconnessione tra giudizio penale e tributario, confermando l’importanza degli accertamenti contenuti in una pronuncia penale irrevocabile. "Si tratta di una pronuncia di straordinaria significatività per la tutela dei diritti dei contribuenti", dichiara Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti". "La sentenza pone un freno chiaro e rigoroso ai limiti dell’accertamento fiscale quando questo si basa esclusivamente sulla presunta distribuzione di utili extracontabili, ristabilendo l'equilibrio e il giusto valore della prova e del giudicato penale a favore del cittadino".
