Incredibile incontro al largo di Livorno: catturato e poi liberato uno squalo mako di 2,5 metri – Il video

Dettagli della notizia
LIVORNO, 27 Settembre 2026 – Straordinario avvistamento ed epico scontro questa mattina nelle acque toscane, dove una femmina di squalo mako di circa 2,5 metri di lunghezza e oltre 120 chilogrammi di peso è rimasta agganciata all'amo del pluricampione livornese di pesca sportiva, Marco Volpi. L'eccezionale incontro è avvenuto a circa sei miglia davanti al porto di Livorno, nei pressi delle storiche secche della Meloria, su un fondale di circa 22 metri. Il pescatore era impegnato in una sessione di traina alla ricciola quando il potente predatore ha abboccato all'esca. Ne è scaturito un intenso e spettacolare combattimento durato quasi un'ora. Durante la strenua lotta, l'esemplare ha dato prova della straordinaria agilità tipica della specie, compiendo balzi spettacolari fuori dall'acqua alti oltre due metri e arrivando a ridosso dell'imbarcazione. Nonostante la comprensibile tensione per la vicinanza ravvicinata con l'imponente predatore, la priorità è stata fin da subito quella di garantire l'incolumità dell'animale. Lo squalo, ormai esausto sotto la barca, è riuscito infine a riprendere il largo in modo autonomo, tranciando il finale della lenza e ritornando libero nelle profondità del Mar Mediterraneo. L'incontro ravvicinato che ha dato vita a ben 50 minuti di "lotta", durante i quali il potentissimo predatore, celebre per essere lo squalo più veloce del mondo, è saltato fuori dall'acqua per tre volte, è stato immortalato in un video che è diventato virale. Alla fine, l'animale è riuscito a riconquistare la libertà tranciando autonomamente la lenza e riprendendo il largo. La D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna marina ricorda che, sebbene l'incontro ravvicinato possa destare stupore, la presenza dello squalo mako (una specie protetta, nota per la sua incredibile velocità) non è del tutto insolita nei nostri mari. Eventi di questo tipo, tuttavia, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, spingono a riflettere su possibili fattori ambientali, come il progressivo surriscaldamento delle acque o le variazioni nella disponibilità del pesce azzurro sotto costa, che possono spingere questi grandi pelagici ad avvicinarsi maggiormente ai litorali. Ecco il link del video per osservare le spettacolari immagini del predatore marino sotto la barca e i momenti salienti di questo eccezionale avvistamento nel Mar Tirreno disponibile all’indirizzo: https://www.itemfix.com/v?t=7jf28z
