Il Fisco notifica tre avvisi di accertamento per un totale di 350mila e costringe a chiudere il minimarket. La Corte di Giustizia Tributaria di II grado di Lecce annulla tutto

Lo “Sportello dei Diritti”: grande vittoria sul piano giuridico ma resta l’amarezza per la perdita di un’impresa del territorio

Il Fisco notifica tre avvisi di accertamento per un totale di 350mila e costringe a chiudere il minimarket. La Corte di Giustizia Tributaria di II grado di Lecce annulla tutto

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Grande vittoria per un contribuente che nei fatti non esiste più. Sono state pubblicate tre sentenze della C.G.T. di II grado di Lecce – Sez. 24 - che, in accoglimento delle eccezioni di merito formulate dall’avvocato Maurizio Villani, hanno totalmente annullato tre avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Lecce per gli anni 2012-2013 e 2014 (totale da pagare Euro 350.000), notificati ad una Srl di Lecce che, a seguito dei suddetti atti, è stata costretta alla liquidazione (attività mini market).L’Agenzia delle Entrate, a seguito del processo verbale della Guardia di Finanza del 17.12.2015, ha contestato presunte operazioni soggettivamente inesistenti, anche alla luce di intercettazioni telefoniche.La società, difesa dal noto tributarista leccese avvocato Maurizio Villani, in appello ha dimostrato che tutti gli acquisti erano stati regolarmente eseguiti e pagati con bonifici, assegni ed anche in contanti sotto i limiti previsti dalla legge.Inoltre, la società ha contestato le intercettazioni telefoniche che i giudici di appello hanno ritenuto del tutto ininfluenti al fine di provare sia l’oggettiva fittizietà del fornitore sia la consapevolezza dell’inserimento dell’operazione in ambito di evasione dell’imposta.I giudici hanno preso atto anche della recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Corte EDU) che ha ritenuto incompatibile con l’art. 8 della Convenzione la normativa italiana che in tema di verifiche prevede una eccessiva discrezionalità degli organi fiscali ed inoltre impedisce ai contribuenti di poter impugnare subito ai giudici tributari gli stessi atti durante la verifica.I giudici di appello hanno preso atto, però, che lo Stato italiano con una recente legge ha limitato l’efficacia della suddetta sentenza CEDU, che è applicabile per il futuro e non per gli anni passati, anche se la suddetta norma incontra problemi di incostituzionalità.Come detto una grande vittoria in termini giuridici ma per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, resta il rammarico che alla fine, dopo dieci anni di cause, la società è stata costretta alla liquidazione. Un’impresa in meno per il territorio a causa della spada di Damocle di un Fisco che troppo spesso si dimostra non a misura di contribuente.

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