"I re neri e Made in carcere". Una bella storia da raccontare

Modena- Ponte Alto: ore 20,00 sabato 12 settembre Festa De L'Unità Provinciale

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“Insieme si può. ZERO CONTRAFFAZIONE. Belli, sostenibili, legali, 100% originali", sono "Ireneri": un brand nato dalla volontà della comunità senegalese di Lecce, e dall'intuito di Salvatore Centonze, di lavorare in regola. "I prodotti "Ireneri” sono realizzati grazie a una partnership importante, quella con il marchio "Made in Carcere", nato nel 2007 dall'idea e dalla forza imprenditoriale di Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa, una cooperativa sociale, non a scopo di lucro. I pezzi, contraddistinti dai due marchi "IrenerI" e Made in Carcere" sono confezionati da donne ai margini della società: venti detenute di Borgo San Nicola aderenti al progetto Made in Carcere, alle quali viene offerto un percorso formativo, con lo scopo di un definitivo reinserimento nella società lavorativa e civile".“Abbiamo presentato questa nuova iniziativa agli inizi del mese – spiega Luciana Delle Donne. Crediamo molto in questa sinergia ed è importante fare rete per dire stop all'illegalità, alla merce contraffatta. Nella casa circondariale inizia la produzione di manufatti rigorosamente in pelle ottenuta dagli scarti delle grandi produzioni: portachiavi, cinture, portafogli, bracciali. Noi realizziamo prodotti con tessuti di scarto, per offrire un'altra chance alle donne detenute ed una doppia vita a tessuti ed oggetti. Ireneri, a Lecce, si occuperanno dunque della distribuzione dei prodotti”. Sono una ventina, finora, i venditori ambulanti stranieri che hanno aderito all'iniziativa, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno e licenza di vendita, con una propria partita Iva. Andranno in giro per la città e per le spiagge portando manufatti di valore realizzati con tessuti di scarto: belli ma anche con un valore sociale.Venditori ambulanti senegalesi, per lo più, la cui prospettiva era la vendita solo di merce contraffatta, non potendo accedere, per mancanza di requisiti o di ingenti somme di denaro da investire, alla distribuzione legale, rischiando l'espulsione con accompagnamento alla frontiera e la revoca del permesso di soggiorno, oltre a una condanna fino a 8 anni per ricettazione e fino a 4 anni per introduzione e vendita di prodotti con marchio contraffatto. Adesso grazie a Ireneri e a Made in carcere gli ambulanti venderanno cinture, porta cellulare, borse e bracciali, realizzati dalle detenute di Borgo San Nicola, a prezzi sostenibili: dai 3 euro per un portachiavi ai 90 euro per una borsa femminile. Tutti i prodotti sono realizzati con materiali di riuso e pelli prodotte e lavorate in Italia secondo i più alti standard di qualità e sicurezza.Dunque innovazione sociale e impresa per mettere insieme buone prassi e diro no alla criminalità organizzata. Perché il lavoro di contraffazione, compiuto dalla criminalità organizzata ogni anno causa al nostro Paese un danno pari a 2 miliardi di euro di mancate entrate fiscali, oltre a 4 miliardi di mancati guadagni da parte di produttori e commercianti onesti nei settori abbigliamento, accessori, cd, dvd, settori nei quali sono andati persi 100mila posti di lavoro.

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