Grave incidente al Safari Park Beekse Bergen: custode cinquantenne azzannata da un leopardo persiano

La donna aveva anni di esperienza con i predatori

Grave incidente al Safari Park Beekse Bergen: custode cinquantenne azzannata da un leopardo persiano

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Un gravissimo incidente si è verificato nella mattinata di sabato, intorno alle ore 11:00, presso il noto parco safari di Beekse Bergen che si trova nei Paesi Bassi, precisamente nel comune di Hilvarenbeek (provincia del Brabante Settentrionale), a breve distanza dalla città di Tilburg. Una custode degli animali, una donna belga sulla cinquantina, è rimasta gravemente ferita dopo essere stata attaccata da un leopardo persiano all'interno di uno dei recinti al coperto della struttura. La donna, dipendente storica del parco da ben 25 anni, di cui gli ultimi 8 dedicati specificamente alla cura dei predatori, si trovava da sola nel recinto che ospita due esemplari di leopardo persiano per il consueto giro di ronda. Secondo le prime ricostruzioni, a causa delle avverse condizioni meteorologiche legate a una forte tempesta, gli animali erano stati temporaneamente trasferiti al chiuso, motivo per cui nessun visitatore ha assistito alla scena. L'attacco si sarebbe consumato a causa della fatale assenza della barriera di protezione che, secondo i rigidi protocolli di sicurezza del parco, deve sempre separare i custodi dai felini. Nonostante le gravi ferite riportate, la vittima è riuscita a mantenere la lucidità e a lanciare l'allarme autonomamente utilizzando il proprio walkie-talkie. I colleghi sono intervenuti tempestivamente entro quindici minuti, riuscendo a isolare il leopardo tramite una recinzione e a trarre in salvo la donna. Trasportata d'urgenza in ospedale, la custode è rimasta cosciente ed è stata immediatamente sottoposta a un delicato intervento chirurgico. I familiari sono già stati avvisati, mentre le autorità e la direzione del parco hanno avviato un'indagine interna per chiarire l'esatta dinamica e le responsabilità dell'accaduto. Il leopardo persiano, spiega la D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna selvatica, è una specie particolarmente vulnerabile, gravemente minacciata dal bracconaggio e dalla progressiva distruzione del suo habitat naturale. Strutture come i giardini zoologici e i safari park hanno il compito scientifico di preservare e proteggere la sopravvivenza di questi grandi felini (da non confondere con i ghepardi, strutturalmente più snelli, veloci e caratterizzati da macchie piene anziché dalle tipiche rosette nere a cerchio del leopardo). Tuttavia, la gestione di animali di tale natura richiede il rispetto assoluto e inderogabile delle misure di sicurezza. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rileva come questo drammatico episodio riporti drammaticamente al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza sul lavoro, in particolare in contesti ad altissimo rischio come la gestione di grandi predatori in cattività. "Questo incidente dimostra che anche la massima esperienza, come quella di una professionista con 25 anni di servizio, non può nulla se i sistemi di protezione fisica tra uomo e animale vengono meno. È fondamentale che le indagini accertino rapidamente perché quella barriera non fosse presente, al fine di garantire che simili tragedie non si ripetano e che la tutela della vita dei lavoratori rimanga sempre la priorità assoluta rispetto a qualsiasi esigenza gestionale o logistica delle strutture operative."

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