Giustizia e Media: da Cogne a Garlasco, vent'anni dopo si ripete lo scontro scientifico-legale tra avvocati, periti e querele incrociate

Giustizia e Media: da Cogne a Garlasco, vent'anni dopo si ripete lo scontro scientifico-legale tra avvocati, periti e querele incrociate

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Il parallelismo che stai tracciando tra il caso di Cogne e gli sviluppi del delitto di Garlasco tocca dinamiche storiche e recenti molto precise, legate allo scontro tra consulenti tecnici, avvocati e la Procura.

Ecco i fatti storici e i recenti aggiornamenti per comprendere cosa si sta "ripetendo":

1. Cogne: Lo scontro Taormina-Garofano (2004)

Nel 2004, durante le indagini sul delitto di Cogne, l'avvocato Carlo Taormina (allora difensore di Annamaria Franzoni) ingaggiò una durissima battaglia contro il Generale Luciano Garofano, all'epoca comandante del RIS di Parma.

• Taormina arrivò a denunciare e querelare Garofano e i suoi uomini, accusandoli di aver manipolato o sbagliato i rilievi scientifici nella villetta (in particolare sulla disposizione delle tracce di sangue).

• Da quegli scontri nacque anche un'indagine parallela sulla gestione delle consulenze.

2. Garlasco: Il caso dell'Impronta 33 e le querele (2025-2026)

La storia si è parzialmente ripetuta con la riapertura delle indagini (l'inchiesta-bis) della Procura di Pavia, focalizzata sulla figura di Andrea Sempio (la cui posizione era stata archiviata anni fa) e sulla famosa "Impronta 33", una traccia palmare rinvenuta sulla parete delle scale della villetta dei Poggi.

• Il ruolo di Garofano: Smessi i panni di capo del RIS, Garofano è diventato consulente della difesa di Sempio. Ha sostenuto pubblicamente che l'attribuzione dell'impronta a Sempio fosse un "errore del software automatico" dei consulenti della Procura e che la traccia non contenesse sangue.

• Le querele: Le forti tensioni e i dibattiti televisivi su questa impronta e sui vecchi rilievi del RIS del 2007 hanno portato a un nuovo valzer di tutele legali. Ad esempio, Garofano ha intrapreso azioni legali e querele per diffamazione a seguito di scontri mediatici e diffusioni di intercettazioni.

• L'addio e i contrasti: Tra la fine del 2025 e i recenti sviluppi, Garofano si è dimesso dall'incarico di consulente per Sempio a causa di forti divergenze strategiche e tecniche con i legali della difesa proprio sulla gestione dell'Impronta 33.

3. "Ora a Garlasco qualcuno ripete quel copione?"

Sì, la dinamica mediatica e giudiziaria odierna ricorda molto da vicino il passato:

• Ieri (Cogne): Taormina attaccava i RIS e Garofano per presunti errori scientifici sulle tracce di sangue nella camera da letto.

• Oggi (Garlasco): C'è una fortissima spaccatura scientifico-legale. Proprio in questi giorni la Procura ha convocato nuovamente Garofano per chiarire i rilievi effettuati nel 2007. Al contempo, i consulenti e gli avvocati si scontrano duramente sul fatto che l'impronta 33 contenga o meno tracce ematiche e se i RIS dell'epoca abbiano sbagliato o tralasciato qualcosa.

I protagonisti cambiano ruolo (da accusatori a consulenti di parte), rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” , ma il cortocircuito tra perizie scientifiche contrapposte, querele incrociate e processi paralleli in TV è esattamente lo stesso schema visto vent'anni fa a Cogne.

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