Giovane attaccata da uno squalo alle Bahamas

Giovane attaccata da uno squalo alle Bahamas

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Una donna australiana di 22 anni è stata ricoverata in ospedale in seguito al morso di uno squalo nelle acque al largo di Fresh Creek, Andros, alle Bahamas, come confermato dalla polizia. Secondo le ricostruzioni, giovedì 26 marzo 2026 intorno alle 17:30 la donna stava nuotando in acque basse con i familiari quando uno squalo l'ha attaccata, mordendola e ferendola gravemente al braccio destro. È stata curata in una clinica locale prima di essere trasportata in elicottero a New Providence per ulteriori cure mediche. Ancora non è nota la specie coinvolta ma i maggiori indiziati sono due: lo squalo tigre, protagonista dell‘attacco mortale all'italiano Gianluca Di Gioia oltre un anno fa, e il bullshark. Quest'ultimo però non è lo squalo toro come suggerisce la traduzione letterale del nome inglese, ma lo squalo estuarino (Carcharhinus leucas), una tra le tre specie più pericolose per l'essere umano. Per fare chiarezza la D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna selvatica, ha rivelato che "Con questi animali bisogna usare cautela: non avvicinarsi mai. Sui social ci vengono presentati come animali mansueti e il più delle volte lo sono, ma sono anche molto pericolosi. Possono essere avvicinati solo da chi ha esperienza con questi animali". "Lo squalo estuarino è particolarmente presente anche in acque salmastre. e non è diffuso nell'area mediterranea, spiega l'esperta. È una delle poche specie pericolose per l’uomo insieme allo squalo bianco e al tigre. Sono le più pericolose perché hanno una dieta estremamente varia e sono molto curiosi, tendono quindi a ‘testare' oggetti e animali che non rientrano tra le loro prede abituali, e possono quindi arrivare anche ad alimentarsi con esse. Inoltre possono essere aggressive senza motivazione". L'indole dello squalo non è l'unica variabile che rende l'estuarino particolarmente temuto: "È di grossissima taglia, raggiunge anche i quattro metri di lunghezza e ha denti seghettati e triangolari fatti apposta per tagliare. Questo si accompagna a una straordinaria potenza mascellare, tra le più potenti del mare". A fare la differenza però, secondo la D.ssa D’Agata, è che la vittima ferita alle Bahamas non sapesse nulla di squali né che si tratta di una specie pericolosa: "Proprio con gli estuarini esistono molte attività di immersione nell'arcipelago, sui social circolano immagini di persone che li trattano come un’attrazione e un appassionato può pensare che sia normale toccarli, come si vede in video realizzati lì. È necessario invece capire che spesso queste interazioni sono realizzate in contesti particolari e da esperti che ci lavora e sanno come approcciarli". Nella stragrande maggioranza dei casi però gli squali non attaccano l’uomo, l'estuarino ha più attacchi all'attivo anche perché statisticamente si trova a condividere più spesso il proprio habitat con le persone: "L’estuarino predilige acque basse e questo aumenta le possibilità di incontro". Come rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, gli incidenti mortali che coinvolgo gli squali sono nell'ordine di una decina all'anno, mentre ogni anno gli esseri umani uccidono tra i 60 milioni e i 270 milioni di squali. Storicamente, gli squali estuarini sono responsabili di almeno 100 attacchi non provocati agli esseri umani in tutto il mondo, 27 dei quali sono stati fatali, ma il danno provocato dalla nostra specie è decisamente più importante. Sebbene questo squalo non sia una specie bersaglio, infatti, viene regolarmente catturato nelle zone di pesca di tutto il mondo. Questo accade poiché vive in regioni costiere ed estuarie, vicino alle popolazioni umane. Il Natal Sharks Board segnala che la dimensione media degli squali estuarini catturati nelle loro reti da spiaggia è diminuita significativamente negli ultimi anni, il che non promette nulla di buono per le popolazioni sudafricane della specie. L'Unione internazionale per la conservazione della natura lo ha inserito nella lista delle specie quasi minacciate.

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