“Fu fattore umano” il tailstrike a Malpensa, l'ANSV pubblica il suo rapporto finale

“Fu fattore umano” il tailstrike a Malpensa, l'ANSV pubblica il suo rapporto finale

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L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), oggi 6 febbraio 2026, ha pubblicato l’esito del rapporto sull’incidente, avvenuto martedì 9 luglio 2024 a Milano Malpensa, dove un aereo della Latam diretto a San Paolo, Brasile, ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza dopo un "tail strike" durante il decollo. Al momento di alzarsi in volo, infatti, il velivolo ha strisciato per una decina di secondi con la coda sull'asfalto. I piloti sono comunque riusciti a portare in quota il Boeing, hanno scaricato carburante per circa un'ora e sono poi tornati alla base senza particolari problemi. A seguito dell'evento, l'aeromobile ha subito danni al pattino di coda, a un albero di drenaggio e al sensore di impatto della coda. Secondo quanto ha concluso il rapporto le cause probabili dell’incidente sono da attribuire ad un errore da parte dell’equipaggio nell’inserimento dei dati nel computer di bordo. Quest’ultimo, dunque, avrebbe elaborato una velocità di decollo inferiore a quella realmente necessaria. Sarebbe stato questo errore, dunque, a innescare l’incidente sulla pista 35L. L’aereo, secondo il rapporto, sarebbe entrato in contatto con la pista alla velocità di 166 nodi, mentre quando si è alzato in volo aveva una velocità di 180 nodi. Sempre secondo quanto riportato dal rapporto ufficiale l’aereo avrebbe strisciato sulla pista per sette secondi danneggiando parte dell’asfalto (creando un solco profondi 6 centimetri). I piloti sono comunque riusciti a portare in quota il Boeing, hanno scaricato carburante per circa un'ora e sono poi tornati alla base senza particolari problemi. A bordo dell'aereo c'erano 398 persone: i 3 piloti, 12 assistenti di volo, 383 passeggeri. Nel dettaglio il rapporto evidenzia che le cause probabili erano: “L'impatto con la coda durante il decollo è stato causato da una rotazione avvenuta a una velocità significativamente inferiore a quella prevista per il peso effettivo dell'aeromobile. Ciò si è verificato dopo che l'equipaggio di volo ha inserito i dati sulle prestazioni di decollo (velocità di rotazione e impostazioni del motore) nel sistema FMS, calcolati per un peso al decollo significativamente inferiore al peso effettivo dell'aeromobile. All'evento hanno contribuito i seguenti fattori:

- la deviazione dalle procedure standard da parte dei due piloti in merito alla decisione di procedere con un calcolo individuale delle prestazioni di decollo;

- la mancata comprensione da parte dell'equipaggio di condotta del significato e delle implicazioni del messaggio V SPEEDS UNAVAILABLE;

- l'assenza a bordo dell'aeromobile di sistemi automatici di pesatura e bilanciamento di bordo (OBWBS) e di sistemi di monitoraggio delle prestazioni di decollo (TOPMS), per i quali non esiste alcun requisito normativo.

Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è stupidaggine. Si chiama fattore umano. La cosa buona, a dire degli esperti, è che i piloti hanno avuto il sangue freddo di continuare a fare quello che hanno fatto e cioè a non andare nel panico, a continuare a mantenere il controllo del velivolo fino a quando non ha preso il volo perché se avessero interrotto sarebbe accaduta una catastrofe.

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