Filobus a Lecce, l’impatto sul decoro urbano: tra viali storici e Barocco spunta una "ragnatela" di cavi
Lo Sportello dei Diritti: «Manca solo l’Uomo Ragno»
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- Data: 08.11.26
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LECCE – I pali di sostegno e la fitta rete di cavi aerei del filobus continuano a far discutere, sollevando forti perplessità sul piano dell’impatto visivo e del decoro urbano. Quella che doveva essere una svolta green per la mobilità cittadina si è trasformata, in molte zone, in un pugno nell'occhio per il paesaggio della Capitale del Barocco. Lo “Sportello dei Diritti” interviene duramente sulla "ragnatela" di cavi elettrici che attraversa i viali storici e le strade di Lecce, considerata invasiva e del tutto priva di armonia con il contesto architettonico circostante. «Guardando in alto lungo alcune delle nostre principali arterie stradali, l'effetto visivo è a dir poco deprimente», dichiara Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. «Tra pali metallici invasivi e un groviglio di linee aeree che taglia il cielo sopra i nostri monumenti e palazzi storici, sembra quasi che in città sia passato Peter Parker. Manca solo l’Uomo Ragno. Battute a parte, la situazione è seria e penalizza l'immagine di una città che vive di turismo e che fa della bellezza architettonica il suo principale biglietto da visita». L'associazione evidenzia come l'infrastruttura del filobus mini l'estetica urbana, creando un contrasto stridente con la pietra leccese e le linee armoniose del centro e delle aree limitrofe. Se da un lato la transizione verso una mobilità sostenibile è un obiettivo condivisibile, dall'altro non può essere realizzata a discapito dell'identità visiva della città. Lo “Sportello dei Diritti” chiede quindi all'amministrazione comunale e ai tecnici competenti di valutare soluzioni alternative e correttive:
• Interventi di mitigazione visiva laddove l'impatto è più devastante per lo skyline cittadino.
• Valutazione di tecnologie moderne (come filobus a batteria o con ricarica parziale a terra) per eliminare i cavi nei tratti di maggior pregio storico.
• Maggiore concertazione tra le esigenze della mobilità e la tutela del patrimonio artistico e culturale.
«Il progresso e l'ecologia non devono per forza essere sinonimi di bruttezza», conclude D'Agata. «Lecce merita un trasporto pubblico efficiente, ma anche il rispetto assoluto per la sua bellezza millenaria».
