Escherichia Coli Stec nel formaggio Valtellina Casera DOP
Ecco l’allerta del Ministero della Salute del richiamo dalla vendita per rischio microbiologico con info e lotto

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Il Ministero della Salute, attraverso il portale dedicato agli “Avvisi di sicurezza e ai Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori”, ha diffuso il richiamo (consultabile in fondo pagina) di un lotto di formaggio Valtellina Casera DOP, per rischio microbiologico. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza di (Shiga toxin-producing Escherichia coli) responsabile per la produzione di potenti tossine note come tossine Shiga (Stx1 e Stx2), chiamate anche verocitotossine che una volta rilasciate nell'organismo umano, possono aggredire le cellule endoteliali dei vasi sanguigni, causando gravi patologie gastrointestinali e sistemiche. Il prodotto in questione appartiene al lotto 220726, ed è venduto in pezzi da 2 kg (Zanetti) con i termini minimi di conservzione (TMC) 27/10/2026, 04/11/2026, 30/11/2026, 07/12/2026 e 21/12/2026, e in forme intere con i TMC 24/07/2027 e 12/10/2026. Il formaggio Valtellina Casera DOP richiamato, è stato prodotto dall’azienda l’Azienda Agricola Negrini di Negrini Vanessa (marchio di identificazione IT P3T6V UE) nello stabilimento di via Pizzo Scalino 14, a Caspoggio, in provincia di Sondrio. L’azienda Zanetti Spa (marchio di identificazione IT 03 146 UE) invece ha confezionato il prodotto porzionato nello stabilimento di via Madonna 1, a Lallio, in provincia di Bergamo. Le principali conseguenze dell'infezione da STECsono la Gastroenterite e Colite Emorragica: L'infezione si manifesta inizialmente con forti crampi addominali e diarrea, che frequentemente diventa emorragica (presenza di sangue nelle feci). La Sindrome Emolitico-Uremica (SEU): È la complicanza più grave, causata principalmente dalla tossina di tipo Stx2. La SEU si caratterizza per una triade clinica: anemia emolitica, trombocitopenia (basso numero di piastrine) e insufficienza renale acuta. Colpisce in particolar modo i bambini sotto i 15 anni e gli anziani, e può portare a lesioni renali permanenti o esiti fatali. Il batterio STEC desta particolare preoccupazione nella produzione lattiero-casearia, in particolare per la filiera del latte crudo e dei formaggi a breve stagionatura. Poiché i ruminanti (come i bovini) sono portatori sani del batterio nel loro tratto intestinale, la contaminazione del latte può avvenire facilmente durante la mungitura in assenza di rigide misure igieniche. Senza un adeguato trattamento termico (pastorizzazione), il batterio può sopravvivere e moltiplicarsi nel prodotto finito. A scopo precauzionale, Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di non consumare assolutamente il prodotto con il numero di lotto e i termini minimi di conservazione sopra indicati. È fondamentale riportare le confezioni al punto vendita dove sono state acquistate, richiedendo un rimborso o una sostituzione o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale.
