Corse sulle litoranee e stop alle moto oltre 125 cc: lo “Sportello dei Diritti” contesta l’ordinanza del Prefetto

Sulla stessa linea si schiera fermamente l’associazione “Alla Conquista della Vita” APS. “Provvedimento illegittimo e contra legem”

Corse sulle litoranee e stop alle moto oltre 125 cc: lo “Sportello dei Diritti” contesta l’ordinanza del Prefetto

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Dopo i gravi incidenti stradali che hanno interessato le litoranee salentine, culminati nel tragico scontro mortale di circa un mese fa, la Prefettura ha adottato la linea dura. È stata infatti disposta un'ordinanza che vieta per diversi mesi il transito ai motocicli con cilindrata superiore a 125 cc sulla SP 87 “Otranto-Porto Badisco” e sulla SP 358, nei giorni festivi e prefestivi, con l'obiettivo dichiarato di ripristinare la legalità e la sicurezza stradale. Il provvedimento, tuttavia, incassa la netta contrarietà dello “Sportello dei Diritti” e trova il pieno sostegno critico di Walter Gabellone, presidente dell'associazione di promozione sociale “Alla Conquista della Vita” APS, da sempre attiva sul tema della sicurezza stradale e del supporto alle vittime.. Il presidente dell’associazione, Giovanni D’Agata, insieme al consulente legale, l’Avv. Alfredo Matranga, solleva pesanti dubbi sulla legittimità della decisione, definendola un unicum sul territorio nazionale destinato a fare discutere. Sulla stessa linea si schiera fermamente Walter Gabellone, il quale evidenzia come la lotta alla velocità e alle condotte illecite non possa tramutarsi in una punizione collettiva. Secondo i legali dell'associazione, l'ordinanza prefettizia presenta evidenti vizi di legittimità in violazione del Codice della Strada. Si tratta, nello specifico, del primo caso in Italia in cui viene applicato un divieto di circolazione così generalizzato e discriminatorio, basato esclusivamente sulla tipologia e sulla cilindrata del veicolo (oltre i 125 cc), andando a colpire indistintamente tutti i motociclisti, compresi i residenti, i turisti e chi utilizza le due ruote nel pieno rispetto delle regole. “Pur condividendo l'assoluta necessità di garantire la sicurezza sulle nostre strade e di arginare il fenomeno delle corse clandestine o delle condotte pericolose”, dichiarano congiuntamente Giovanni D’Agata, l’avvocato Alfredo Matranga e Walter Gabellone, “Riteniamo che la risposta delle istituzioni non possa tradursi in un provvedimento indiscriminato e contra legem. Il Codice della Strada non consente di vietare il transito a una specifica categoria di veicoli in modo così esteso e permanente per intere stagioni, penalizzando i cittadini onesti anziché incrementare i controlli mirati e sanzionare severamente chi viola i limiti di velocità. La sicurezza si garantisce aumentando i controlli, installando presidi fissi e sanzionando i trasgressori, non vietando la circolazione ex ante.” Le presunte violazioni normative contestate dell’ordinanza sono:

• La palese sproporzionata rispetto al problema (es. si potevano usare più autovelox o pattuglie invece di bloccare il traffico).

• ⁠Il difetto di istruttoria, non essendoci dati oggettivi delle forze dell'ordine che dimostrino la reale situazione di pericolo legata a quella specifica categoria di veicoli.

Lo “Sportello dei Diritti”, preannuncia quindi l'intenzione di impugnare il provvedimento nelle sedi opportune per ottenerne l'annullamento, invitando le autorità a fare un passo indietro e a concertare soluzioni alternative che coniughino la sacrosanta sicurezza stradale con il diritto alla libera circolazione dei cittadini.

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