Caso Garlasco: il Garante Privacy sanziona Cairo Editore per la crudezza delle immagini di Chiara Poggi
Lo “Sportello dei Diritti” condanna la spettacolarizzazione del dolore

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Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento n. 759 del 23 settembre 2026, ha inflitto una sanzione pecuniaria di 9.380 euro a Cairo Editore. Il provvedimento è scaturito dalla pubblicazione, all'interno del settimanale "Giallo", di immagini esplicite e raggelanti riguardanti il ritrovamento del cadavere di Chiara Poggi. Le fotografie mostravano il corpo della vittima riverso sulle scale e l'ambiente circostante pesantemente imbrattato di sangue, con il solo volto parzialmente oscurato. L'istruttoria dell'Autorità è stata avviata in seguito al legittimo reclamo presentato dalla famiglia Poggi, profondamente turbata dalla visione di tali dettagli a forte impatto emotivo. I genitori hanno evidenziato come il servizio giornalistico affrontasse argomenti privi di qualsiasi attinenza con la crudezza della scena ritratta, configurando una palese lesione della dignità e della memoria della figlia, oltre che del proprio diritto al lutto. Il Garante della Privacy ha ribadito che, pur trattandosi di uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia recente italiana, la diffusione di immagini così cruente a distanza di molti anni dai fatti non rispetta il principio dell'essenzialità dell'informazione. Tale divulgazione non apporta alcun valore aggiunto al diritto di cronaca né risulta indispensabile per descrivere le dinamiche della vicenda giudiziaria. Sul delicato provvedimento interviene Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il quale rileva: "Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla famiglia Poggi. La decisione del Garante Privacy conferma un confine invalicabile: il diritto di cronaca non può mai trasformarsi in spettacolarizzazione del macabro e del dolore. Pubblicare foto così esplicite di un corpo martoriato, a distanza di anni e senza alcuna utilità informativa, calpesta la dignità della vittima e rinnova un dolore straziante per i genitori. La libertà di stampa è un pilastro democratico, ma deve sempre fermarsi davanti al rispetto della memoria e della sensibilità umana." L'associazione auspica che questa sanzione richiami l'intero mondo dell'editoria a una maggiore responsabilità deontologica, affinché la cronaca nera rimanga nell'alveo dell'informazione corretta ed essenziale, senza mai indulgere nel voyeurismo.
