Cane lasciato libero in cortile: inquilino condannato

STOP agli animali liberi negli spazi verdi prospicienti lo stabile. Inoltre le esalazioni degli escrementi integrano in astratto il reato di getto pericoloso di cose

Cane lasciato libero in cortile: inquilino condannato

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Addio ai cani liberi nel cortile dell’edificio. L’animale che circola indisturbato viola il pari diritto altrui al godimento degli spazi comuni: i bambini non possono giocare in giardino. La puzza delle deiezioni integrano in astratto il reato di getto pericoloso di cose e il proprietario del cane risarcisce il vicino perché Fido fa cacca e pipì all’ingresso della casa dell’altro. Riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale liquidato in via equitativa con la sentenza 1266/18, pubblicata dalla prima sezione civile del tribunale di Parma (giudice unico Angela Chiari).Accolta l’azione inibitoria proposta dai vicini: il giudice ordina ex articolo 844 Cc ai proprietari dei cani di non lasciarli più gironzolare nel cortile del comprensorio residenziale. Decisive le testimonianze di due amici di famiglia degli attori: frequentano la casa da circa dieci anni e confermano che la porta è sempre chiusa per paura che entrino gli animali dei vicini, che fanno paura ai nipotini. Contro i convenuti pesa il fatto che i quattrozampe sono sempre in giro senza le cautele richieste dall’ordinario criterio di prudenza, ciò che comporta disagi ai condomini, impedendo loro di usare il cortile. E non conta se il cane “incriminato” è uno o sono due. Né che il proprietario degli animali sia solo il marito: risponde anche la moglie.Il risarcimento di 2.500 euro stabilito dal giudice ex articolo 2059 Cc comprende anche le spese di mediazione sostenute dagli attori. Anche su questo punto è dirimente la mancata adozione di misure adeguate per evitare il disturbo ai vicini. Le deposizioni confermano la puzzadei bisognini di Fido e la condanna ai danni scatta anche se il reato ex articolo 674 Cp non risulta accertata da un giudice penale: le coppia che si dice amante degli animale non provvede a ripulire il cortile dalle deiezioni né individua spazi ad hoc: la contravvenzione di getto pericoloso di cose ben può configurarsi per le molestie olfattive e risulta integrata in tutti i suoi elementi, oggettivi e soggettivi. Esalazioni moleste: un problema classico, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, nelle problematiche legate all'universo condominiale. Quando queste sono legate a possibili odori sgradevoli provenienti dalla presenza di un animale domestico, allora può entrare in gioco anche il codice penale quando è evidente il superamento della soglia di tollerabilità delle esalazioni legate alle deiezioni ed alla cattiva pulizia di Fido.

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