Caciotta di pecora Primo Sale del Caseificio Sabino Francesco richiamata per sospetta presenza di Listeria

 Ecco l’allerta del Ministero della Salute con info e lotto da non consumare

Caciotta di pecora Primo Sale del Caseificio Sabino Francesco richiamata per sospetta presenza di Listeria

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E' stato il Ministero della Salute ad innalzare il livello dell'attenzione su un lotto di caciotta di pecora Primo Sale prodotto realizzato e commercializzato dallo stesso Caseificio Sabino Francesco, con stabilimento a Venosa, in provincia di Potenza. (marchio di identificazione UE IT 17 4). Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la sospetta presenza di Listeria monocytogenes. Il prodotto in questione è venduto a peso, e appartiene al lotto numero 432_01/06/2026 con il termine minimo di conservazione del 17/12/2026. Nell’ottica d’informazione quotidiana in materia di allerte per i consumatori, Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda, a scopo precauzionale, ai clienti che hanno acquistato il lotto sopra indicato raccomanda, di non consumarlo e a consegnarlo al rivenditore o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale. La Listeria monocytogenes è un batterio presente nel suolo, sull'acqua e nella vegetazione. Esso può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, ed è responsabile della Listeriosi. La listeriosi è una malattia infettiva, trasmessa in genere con gli alimenti, che si manifesta sporadicamente in forma conclamata.L'incidenza è molto bassa, di appena 7 persone su un milione, le tipologie più a rischio sono soprattutto i neonati e le persone che hanno superato i sessant'anni. I soggetti che hanno immunodeficienze sono più vulnerabili. Si manifesta in genere in gravidanza o in soggetti immunodepressi e pur trasmettendosi per via alimentare non dà sintomatologie gastroenteriche ma manifestazioni generali quali la setticemia o la meningite purulenta o infezioni intrauterine o fetali. In gravidanza ha una sintomatologia subdola, simil influenzale, con gravi ripercussioni sul feto. La diagnosi più che sulla sintomatologia si basa sull'isolamento del germe nel sangue o nel liquido cefalorachidiano o nel liquido amniotico. I cibi incriminati sono vari: latte non pastorizzato, formaggi freschi, insaccati, verdure contaminate. Si manifesta anche negli animali, in particolare bovini, caprini ed ovini.L' ampicillina è generalmente considerata l' antibiotico di scelta : si somministra ampicillina (2 g per endovena) con l'aggiunta di un aminoglicoside, eritromicina 10 mg/kg al giorno per la forma da dermatite. La Gentamicina o Eritromicina vengono aggiunte frequentemente per i suoi effetti sinergici. In molti casi la malattia ha un esito infausto. Una valida profilassi è rappresentata dalla cottura del cibo.La batteriemia dovrebbe essere trattata per 2 settimane, la meningite per 3 settimane e l'ascesso del cervello per almeno 6 settimane. Il tasso di mortalità complessivo è del 20-30%. Di tutti i casi connessi alla gravidanza, il 22% ha causato la perdita del feto o morte neonatale, ma le madri sopravvivono nella maggioranza dei casi.

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