C'è il mercurio oltre i limiti nel pesce spada surgelato a marchio Surgelati Italpesca richiamato dai punti vendita

Nella segnalazione del Ministero della Salute arriva la raccomandazione a non consumare i lotti richiamati, restituendoli là dove sono stati acquistati

C'è il mercurio oltre i limiti nel pesce spada surgelato a marchio Surgelati Italpesca richiamato dai punti vendita

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Un nuovo avviso di richiamo di prodotti alimentari è stato annunciato dal Ministero della Salute sul proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori. Il ritiro dagli scaffali dei supermercati e dei negozi riguarda il richiamo da parte dell’operatore del pesce spada surgelato venduto al banco in tranci. Il richiamo riguarda il lotto che porta il marchio Surgelati Italpesca. Il prodotto è presente nei banchi frigo, di pezzature variabili e tagli differenti, a fette o dadini. Il lotto è il n° 81/25 del peso di 920 kg, con scadenza fissata dell’01/10/2027, con data di preimballo del 2025. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo, è la presenza di mercurio oltre i limiti di legge. Il rischio è legato esclusivamente a questo lotto specifico, che porta il marchio “Surgelati Italpesca” di Italpesca s.a.s. di Gerardo Cozzolino & C., l’azienda responsabile del confezionamento del prodotto in questione nei punti vendita, sita ad Acerra, in provincia di Napoli, Zona ASI, in via delle Industrie n° 126. Non si tratta dunque di un richiamo generico per tutto il pesce spada vendute in catena. Fra i prodotti ittici, è noto che il pesce spada tende ad accumulare mercurio più facilmente rispetto ad altre specie. L’Unione europea regola questi livelli con il regolamento CE 1881/2006, che fissa soglie diverse a seconda del tipo di prodotto. Per i crostacei il limite è 0,5 milligrammi per chilo, mentre per specie come il pesce spada la soglia arriva a 1 milligrammo per chilo. Il mercurio presente nel pesce può essere sotto forma inorganica o di metilmercurio. Questo elemento, se ingerito in quantità eccessive, può provocare danni seri alla salute. La sindrome di Minamata è una delle conseguenze più gravi, con sintomi che includono perdita di coordinazione , formicolio alle mani e piedi, indebolimento muscolare, alterazioni visive, problemi all’udito e difficoltà nella parola. Questi effetti compaiono generalmente dopo esposizioni prolungate o ingestione di elevate quantità di mercurio. L’attenzione al rispetto dei limiti europei serve proprio a evitare il rischio di contaminazioni che possano causare problemi simili alla popolazione, soprattutto bambini e donne in gravidanza più vulnerabili agli effetti tossici del mercurio. Il mercurio inorganico e il metilmercurio rappresentano forme tossiche, con quest’ultimo particolarmente pericoloso per il sistema nervoso centrale, soprattutto in soggetti vulnerabili. Questo episodio è uno dei tanti campanelli d’allarme che evidenziano le difficoltà nel controllo della contaminazione da sostanze come il mercurio nei prodotti ittici. Le catene di supermercati effettuano abitualmente controlli sui fornitori, ma a volte si presentano casi di superamento delle soglie stabilite. I controlli si concentrano su prelievi casuali o programmati nei lotti, seguiti da analisi in laboratorio per quantificare la presenza di sostanze nocive. Quando si riscontra un superamento del limite, scatta immediatamente il richiamo per evitare che la merce raggiunga i consumatori. Le aziende coinvolte hanno anche il compito di informare rapidamente clienti e punti vendita. A scopo precauzionale, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda i consumatori e rivenditori a rispettare rigorosamente le indicazioni sul richiamo di non consumare il pesce spada con il numero di lotto e la data di scadenza segnalati restituendolo al punto vendita d’acquisto o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale. Nel frattempo, si consiglia a chi acquisti prodotti ittici di controllare con attenzione etichette, provenienza, date di scadenza e indicazioni sui lotti. Occorre mantenere una attenzione alta su queste dinamiche per limitare esposizioni potenzialmente dannose. Certamente, la tutela della salute pubblica passa anche dal rispetto puntuale delle norme vigenti e da un controllo continuo su tutta la filiera.

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