Batterio mangia-carne: gli esperti ora mettono in guardia contro i mari caldi

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Mari caldi, pericolo invisibile: un batterio si sta diffondendo nelle acque costiere europee, con conseguenze a volte drammatiche per i bagnanti. La diffusione del batterio Vibrio è direttamente collegata all'aumento della temperatura del mare, una conseguenza del cambiamento climatico che preoccupa sempre più scienziati e autorità sanitarie. Il batterio prolifera nelle acque costiere calde e salate, soprattutto dove l'acqua di fiume incontra quella di mare. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) classifica il Vibrio come un batterio trasmesso per via idrica che può entrare nel corpo umano in due modi: attraverso il consumo di frutti di mare o tramite il contatto di ferite aperte con acqua contaminata. Sebbene la maggior parte delle infezioni sia raramente grave, alcune varianti dell'agente patogeno possono avere gravi conseguenze per la salute, dai problemi gastrointestinali alle infezioni cutanee e del flusso sanguigno più gravi ."Il Vibrio vulnificus è stato a lungo considerato un'infezione estremamente rara, ma sta diventando sempre più un problema serio, soprattutto a causa delle ondate di calore estive e della crescente popolarità dei bagni di mare durante tutto l'anno", avverte l'organizzazione per i vaccini Gavi. Sottolinea inoltre che, sebbene il Vibrio sia strettamente imparentato con l'agente patogeno del colera, causa sintomi completamente diversi. Nei casi particolarmente gravi, può verificarsi una fascite necrotizzante, ovvero un rapido deterioramento dei tessuti intorno alla ferita. Se il batterio si diffonde nel flusso sanguigno, può svilupparsi una sepsi potenzialmente letale. Nei casi più estremi, a causa della gravità dell'infezione, i medici non hanno altra scelta che amputare l'arto colpito. Le persone con ferite aperte, sistema immunitario indebolito o patologie croniche preesistenti sono particolarmente a rischio. Le autorità sanitarie europee attribuiscono le condizioni sempre più favorevoli alla crescita del batterio all'aumento della temperatura del mare e alla variazione dei livelli di salinità. Negli ultimi anni, il Vibrio è stato quindi rilevato in regioni in cui era precedentemente sconosciuto, comprese alcune zone del Mare del Nord e del Mar Baltico. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), il numero totale di casi di vibriosi segnalati in Europa si aggira sulle centinaia ogni anno. L'ECDC segnala inoltre che nel 2018, anno eccezionalmente caldo, sono stati registrati molti più casi rispetto agli anni precedenti. Il batterio è ancora più diffuso nel Mar Mediterraneo, considerato il mare che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra. La sua salinità relativamente bassa crea le condizioni ideali per lo sviluppo del Vibrio. Tuttavia, la crescente diffusione del patogeno comporta rischi non solo per la salute, ma anche economici: la chiusura delle spiagge, gli avvisi ai bagnanti e il timore di infezioni potrebbero causare perdite significative nel turismo durante l'alta stagione, con conseguenze dirette per le comunità costiere la cui economia dipende fortemente dal turismo estivo. Sebbene non ci sia motivo di panico, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, i medici raccomandano maggiore cautela in spiaggia. Chiunque abbia tagli, graffi o altre ferite aperte sulla pelle dovrebbe evitare di nuotare nelle acque calde della costa. In generale, si sconsiglia di consumare cozze e frutti di mare crudi o poco cotti.
