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Bambini scomparsi. 8 milioni di bambini spariscono ogni anno e ancora troppi non fanno più ritorno a casa

Tra storie tragiche, e quelle finite bene vi sono sempre le speranze delle famiglie anche dopo decenni

Bambini scomparsi. 8 milioni di bambini spariscono ogni anno e ancora troppi non fanno più ritorno a casa

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Numeri che fanno paura e che dovrebbero far riflettere ogni famiglia. Milioni e milioni di bambini, infatti, spariscono ogni anno dalle loro case. Una stima parla di circa 8 milioni ogni 365 giorni, migliaia e migliaia quotidianamente di cui almeno un milione nella sola e (apparentemente) sicura Europa. E tra questi, i numeri dei “ritrovati” sono l’infinitesima parte. Una statistica di Missing Children Europe, un network di 31 associazioni nazionali di vari paesi europei che si occupa del fenomeno, è arrivata a stimare che ogni 2 minuti, sul territorio europeo un bambino viene dichiarato scomparso. A livello globale, invece, è più arduo ottenere dei dati maggiormente precisi. In Francia 53.439 minori scomparsi nel 2018; 100.000 ogni anno in Germania; 460.000 negli Stati Uniti; in Spagna quasi 20.000; in Canada circa 45.000; nel Regno Unito quasi 113.000. Ancor più difficili le stime che riguardano i paesi sudamericani. In questi stati, purtroppo, i rapimenti di minori sono all’ordine del giorno. E poi c’è un dato significativo: non tutte le storie dei bambini scomparsi assurgono alla ribalta delle cronache internazionali. Anzi troppe vengono a stenti nominate da quelle locali. Tra le più note quella di Ethan Patz che è divenuto uno dei simboli tanto che gli è stata dedicata la Giornata Mondiale del Minore Scomparso che ricorre il 25 maggio di tutti gli anni, ossia la ricorrenza della sua sparizione a New York nel lontano 1979. La speranza di ritrovarlo vivo si è protratta sino al 2001, anno in cui è stato dichiarato morto. Una delle storie più celebri e drammatiche riguarda la misteriosa scomparsa di Madeleine Beth McCann, la bionda bimba inglese di tre anni, avvenuta la sera di giovedì 3 maggio 2007 a Praia da Luz, una località di villeggiatura in Algarve (Portogallo) dove era in vacanza con i suoi genitori. Anche Madeleine, come Ethan, non fu mai più ritrovata. C’è chi ha più fortuna e riesce a riabbracciare la propria famiglia. Il caso più eclatante, probabilmente resta quello di Natasha Kampush. Aveva 10 anni, stava andando a scuola a Strasshof (Vienna) quando venne rapita, fino al giorno della fuga, era il 23 agosto 2006. Il suo carceriere, Wolfgang Priklopil, un maniaco, l’aveva rinchiusa in una botola, una stanzetta di tre metri per quattro, alta un metro e sessanta, con una porta blindata tra lei e la libertà. Otto anni e mezzo da schiava, botte, fame, violenze. Un limbo durato ben “3'096 giorni”, come s’intitola il suo libro del 2010 in cui racconta quell’incubo. Così come non si può dimenticare la storia di Jaycee Lee Dugard: sparita quando aveva soli 11 nel ‘91 a South Lake Tahoe, in California. Fu ritrovata ben 18 anni dopo. Durante il suo lunghissimo sequestro subì continue violenze, dalle quali nacquero anche due bambine. Clamorosa la vicenda di Carlina White, la bambina che fu rapita a soli 19 giorni di vita. Nel 2011 è stata lei stessa a riconoscersi tra le foto dei bambini scomparsi, pubblicate su un sito. Lei, che nel frattempo era diventata una donna, ha finalmente potuto ritrovare se stessa e la sua vera storia. E poi Sabrina Allen rapita quando aveva soltanto 5 anni, nel 2002, ritrovata dopo ben 12 anni. A “rapirla” la madre dopo il divorzio: la donna per fare in modo che nessuno riconoscesse la figlia, le tinse persino i capelli, le cambiò nome e non la fece andare a scuola per 10 anni fuggendo in Messico. Venendo al Nostro Paese non possiamo non ricordare i casi di Denise Pipitone e di Angela Celentano, una bambina di 3 anni, scomparsa la mattina del 10 Agosto 1996 sul Monte Faito durante una gita con la sua famiglia e altre persone, e anche lei, purtroppo mai ritrovata nonostante la battaglia della madre che non ha mai voluto arrendersi. Perchè non si tratta solo l’aspettativa dei genitori a tener accesa la fiamma della speranza, dovunque c’è un fenomeno che si muove accanto a quello dei bimbi scomparsi: i falsi ritrovamenti. Telefonate, avvistamenti, piste, test del dna che spesso finiscono in un vicolo cieco. In tal senso, uno tra i casi emblematici quello di Denise Pipitone, scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo in Sicilia, all’età di soli 4 anni mentre giocava davanti casa della nonna. All’appello della madre Piera Maggio rispondono in tanti. La bambina viene segnalata a Verona, Cremona, Molfetta, Potenza e Bologna: tutti falsi allarmi. Nel 2008 la madre vola addirittura a Marrakech, in Marocco, solo per ottenere l’ennesima delusione. Nel 2021 tale Olesya Rostova, ragazza russa in cerca della vera madre, (dopo essere stata cresciuta da una donna di etnia rom) fa l’esame del dna con esito negativo. Corsi e ricorsi perché proprio negli scorsi giorni si è subito chiusa l’ennesima pista su una ragazza bosniaca Denisa Berganovic. Esito: negativo anche questa volta. Ed anche questa volta, non bisogna perdere la speranza, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”

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