Balena avvistata sulla costa orientale della Grecia. Le immagini

Balena avvistata sulla costa orientale della Grecia. Le immagini

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Ancora avvistamenti della balena nel Mediterraneo. Stavolta il cetaceo è apparso recentemente nelle acque del Mar Egeo, precisamente nel Golfo di Saronico a nord di Egina. A pubblicare le immagini che circolano sui social media che catturano i movimenti della balena, è Dimitris Tzouras. Secondo gli esperti questa balenottera è probabile che si sia disorientata, poiché di solito questi incontri, anche se rari con questo mammifero, si fanno nella fossa del mare Egeo e Ionio con la più grande popolazione registrata a sud-ovest di Creta. Anche perché, nel Mar Mediterraneo, abbiamo una spaccatura importante, la fossa ellenica, chiamata anche con un tocco di romanticismo fossa Calypso. Essa, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è situata nel Mar Ionio sud-orientale al largo della Grecia, dove si trova il punto più profondo del Mar Mediterraneo (5270 metri). La fossa ellenica si trova a circa 60 chilometri dalla costa meridionale del Peloponneso, a sud-ovest di Pilo, e si è formata a causa della subduzione della placca africana sotto la placca del Mar Egeo. Tuttavia nel Mar Ionio le balenottere sono presenti regolarmente, con picchi nei mesi primaverili ed estivi. La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Plos one e si basa sui dati raccolti dall'osservatorio sottomarino multidisciplinare NEMO-SN1 ospitato, a 2.100 metri di profondità al largo di Catania, nell'infrastruttura sottomarina che l'Istituto nazionale di fisica nucleare ha realizzato per il telescopio per neutrini KM3NeT. L'osservatorio, frutto della collaborazione tra Infn, Ingv, Cnr-Ismar e Cibra, è il primo nodo dell'infrastruttura di ricerca europea European multidisciplinary seafloor and water-column observatory (Emso). Le informazioni sugli spostamenti stagionali e sulle rotte preferenziali della popolazione di balenottere nel Mar Mediterraneo, specie protetta da accordi internazionali e classificata come vulnerabile dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (www.iucn.org), sono ancora poche e disomogenee e si basano principalmente sugli avvistamenti stagionali. L'osservatorio NEMO-SN1, invece, ascolta il passaggio delle balenottere dalle profondità del mare. A monitorare la presenza dei cetacei sono sensori acustici posizionati sull'infrastruttura subacquea, in funzione 24 ore su 24, che ascoltano, registrano e inviano i segnali catturati a un laboratorio nel porto di Catania, parte delle infrastrutture dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Infn. I dati registrati sono stati analizzati nell'ambito del progetto FIRB-2008 SMO. Lo studio, condotto da Virginia Sciacca, dottoranda dell'Università di Messina ed associata ai Lns-Infn, e dal gruppo di ricerca Smo ha anche prodotto una prima valutazione dell'impatto dell'inquinamento acustico di origine antropica sulla comunicazione della balenottera comune. Questa specie sfrutta, infatti, suoni a bassa frequenza (intorno ai 20 Hertz), che si propagano bene in mare aperto, per mantenersi in contatto e comunicare su grandi distanze con i propri simili. L'aumento incontrollato del rumore sottomarino può causare una drammatica riduzione della distanza entro cui gli animali sono in grado di recepire il segnale di richiamo o alterarne la ricezione minacciandone la sopravvivenza. Di seguito il link che riproduce le bellissime immagini della balenottera: https://www.itemfix.com/v?t=9rbq2z

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