Avvistato un esemplare di squalo verdesca a riva accompagnato da alcuni pesci pilota nel porto turistico di Ancona

Al di là dello spavento che al momento può provocare, non c’è quindi nulla da temere. Ecco il video delle spettacolari immagini

Avvistato un esemplare di squalo verdesca a riva accompagnato da alcuni pesci pilota nel porto turistico di Ancona

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Insolito avvistamento a pochi metri dalla riva nelle acque del porto turistico di Ancona, noto come Marina Dorica. Uno squalo verdesca, lungo più di 3 metri, accompagnato da alcuni pesci pilota, questa mattina 12 maggio, è stato avvistato a riva, tra lo stupore dei presenti mentre nuotava in 50 cm di acqua, apparentemente a rischio spiaggiamento, per qualche minuto. Uno spettacolo insolito ripreso con il cellulare dai presenti, con le immagini che hanno fatto il giro delle chat. Si tratta al 99% di una verdesca, commenta la D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna marina. “Un incontro frequente per gli amanti del mare che ci ricorda la ricchezza della biodiversità marina. Non è inusuale, infatti, incontrarle sotto costa, è lo squalo più comune nel nostro mare e per diverse ragioni questa e altre specie si avvicinano sovente a riva, soprattutto adesso, con l'attività umana limitata, e lo squalo verdesca non è assolutamente pericoloso per l’uomo. Al di là dello spavento che al momento può provocare, non c’è quindi nulla da temere” ha inoltre chiarito. Pur con la sua enorme bocca, si nutre principalmente di piccoli pesci e calamari. La loro lunghezza può arrivare fino a 3 metri, eccezionalmente anche a 4. Possono vivere fino a 20 anni. Nello specifico lo squalo è stato immortalato nel tratto di mare della parte centrale della costa adriatica, all'interno del golfo di Ancona, tra il promontorio del Monte Conero e la zona nord della città. L’esemplare si è avvicinato alla riva, fino a 1-2 metri, secondo le testimonianze di chi l’ha visto. Quindi è risultato ben visibile, anche se in quel momento in acqua non c’era alcun bagnante. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la presenza di questi pesci pelagici vuol testimoniare che tutto l’ecosistema marino delle coste adriatiche è in buono stato. C’è presenza di piccoli pesci e altre specie che, secondo lo schema della catena alimentare, attirano i predatori più grandi, appunto squali verdesche e delfini. Per dirla semplicemente: “il mare è pulito”. Come tutte le specie di squalo, anche quella della verdesca sta vedendo sempre più una forte diminuzione del numero degli esemplari. Oltre ai problemi dell’inquinamento, accade spesso che restino coinvolti nelle operazioni di pesca effettuate dall’uomo. Non esiste una vera pesca alla verdesca, poiché la carne di questo pesce non è tra le più pregiate. Si stima comunque che durante le operazioni di pesca ogni anno ne vengano uccisi tra i 10 e i 20 milioni di esemplari. Alle volte sono cacciati per semplici motivi ludici. Li ritroviamo in quasi tutti i mari del mondo, Mediterraneo compreso. Secondo gli esperti per quanto riguarda la specie delle verdesche, che viene conosciuto come squalo azzurro o blu, i casi registrati di attacco all’uomo in tutti i mari del mondo sono appena 10 fin dal 1900. Visto il bassissimo numero di casi, lo stesso sito tende ad ipotizzare che si possa anche trattare soltanto di errore umano nell’identificare la specie di squalo autore dell’attacco. Gli attacchi registrati sono stati: 2 sulle coste statunitensi dell’Oceano Pacifico, 1 sulle coste statunitensi dell’Oceano Atlantico, 2 nel Golfo del Messico, 1 nel Golfo del Bengala, 2 tra Australia e Nuova Zelanda e 1 soltanto nel Mar Mediterraneo. Per essere precisi, quest’ultimo è avvenuto nel 1986 sulle coste francesi, nel Golfo del Leone, cioè quello tra Marsiglia e Perpignan e l’esito non è stato fatale per l’uomo. Ecco il link delle spettacolari immagini disponibile all’indirizzo: https://www.itemfix.com/v?t=ct6mwo

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