Avvistamenti di squali in Grecia: tra psicosi e realtà storica, gli esperti invitano alla calma

Gli avvistamenti di squali registrati negli ultimi giorni in Grecia, in particolare a ridosso delle coste della Beozia e di Corinto, hanno riacceso il dibattito sulla presenza di questi predatori nel Mar Mediterraneo. Sebbene gli episodi abbiano suscitato una comprensibile preoccupazione tra bagnanti e residenti, gli esperti invitano a contestualizzare il fenomeno, ricordando che i mari greci restano tra i più sicuri al mondo

Avvistamenti di squali in Grecia: tra psicosi e realtà storica, gli esperti invitano alla calma

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La Grecia è da sempre rinomata per le sue acque cristalline che attraggono ogni anno milioni di turisti. Tuttavia, la presenza degli squali in questa regione non è una novità ecologica. I dati scientifici confermano che nei mari greci sono censite ben 33 specie di squali, incluso il grande squalo bianco (Carcharodon carcharias), il più grande predatore della sua categoria. La stragrande maggioranza di queste specie è del tutto innocua per l'uomo e popola le acque profonde, prediligendo habitat lontani dalle spiagge. Ciononostante, negli ultimi anni si sono verificati avvistamenti occasionali di esemplari di grandi dimensioni anche in zone più frequentate, come al largo dell'isola di Eubea, nei pressi di un porto turistico a sud di Atene e attorno all'isola di Corfù. I precedenti storici:

I documenti storici dimostrano che la coesistenza tra l'uomo e questi predatori nelle acque elleniche dura da secoli, sebbene gli attacchi mortali rimangano eventi estremamente rari:

• 1847 (Corfù): Viene registrato il primo attacco documentato in Grecia. La vittima fu William Mills, un soldato britannico di 19 anni. L'evento scosse a tal punto l'opinione pubblica da ispirare il celebre poeta Dionysios Solomos nella stesura del componimento "Lo squalo" (Porfyras) nel 1849.

• 1903 (Creta): Due pescatori di spugne persero la vita in due distinti attacchi al largo dell'isola.

• 1948 (Il Pireo): Nel secondo dopoguerra, il nuotatore Dimitris Parasakis fu attaccato e ucciso da un grosso squalo vicino al porto, scatenando un'ondata di timore collettivo in tutta la regione. L'incidente scatenò un diffuso timore e, alcune settimane dopo, uno squalo di 4,5 metri fu catturato vicino ad Egina, sebbene non vi fossero prove che lo collegassero all'attacco.

• 1951 (Corfù): Uno dei casi di attacco di squalo più noti in Grecia si verificò il 17 agosto 1951, quando la sedicenne Vanta Pierri fu uccisa da un grande squalo bianco mentre nuotava a Corfù. L'incidente sconvolse la comunità locale e rimane una delle tragedie legate agli squali più famigerate del paese.

• 1963 (Golfo Pagasitico): Un altro attacco mortale fu registrato nel 1963 nel Golfo Pagasitico, dove la scrittrice austriaca Helga Pögl perse la vita mentre nuotava vicino a un piccolo isolotto. L'evento generò diffusa preoccupazione in tutta la Grecia centrale e alimentò i timori di una presenza di squali nella regione. Le segnalazioni di un grande squalo avvistato vicino alla penisola Calcidica più tardi quello stesso anno hanno indotto alcuni residenti a ipotizzare che si trattasse dello stesso animale coinvolto nell'attacco mortale, sebbene ciò non sia mai stato confermato.

Nei decenni successivi, si continuarono a segnalare avvistamenti e incontri con gli squali, soprattutto con la crescente popolarità delle immersioni subacquee ricreative. Tuttavia, non tutti i decessi inizialmente attribuiti a squali si rivelarono poi effettivamente causati da questi animali. In un caso del 1983, un pescatore che inizialmente si credeva fosse stato attaccato da uno squalo, in seguito, tramite esami forensi, risultò essere morto colpito dall'elica di una barca. Secondo il rapporto, negli ultimi 180 anni sono stati registrati 15 attacchi di squalo confermati nelle acque greche, sei dei quali mortali. Nonostante questi episodi, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, gli attacchi di squalo in Grecia rimangono eccezionalmente rari. Le spiagge e le acque costiere del paese continuano a essere considerate tra le destinazioni più sicure al mondo per nuotare e praticare attività ricreative. La conferma arriva anche dalla D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, esperta di fauna marina,e la comunità scientifica internazionale ribadiscono che il rischio di un attacco di squalo in Grecia è infinitamente inferiore rispetto ad altre destinazioni globali (come alcune coste di Stati Uniti, Australia o Sudafrica). Gli avvistamenti sottocosta a Corinto e in Beozia rappresentano anomalie temporanee, spesso legate a correnti marine o inseguimenti di banchi di pesci, e non devono compromettere la reputazione di sicurezza che da sempre contraddistingue le coste greche.

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