Attacco hacker ai supermercati in Europa: congelatori a 50 gradi e tonnellate di cibo da buttare
Lo “Sportello dei Diritti” lancia l'allarme anche in Italia

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Un'ondata di attacchi hacker su scala europea ha preso di mira i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in Svezia e Belgio, provocando il deterioramento di enormi quantità di generi alimentari. Gli intrusi informatici, la cui identità resta al momento ignota, sono riusciti a violare le infrastrutture digitali degli impianti alterando da remoto le impostazioni e spingendo le temperature dei congelatori fino a picchi di 50-55 gradi Celsius. L'offensiva telematica è avvenuta a cavallo del fine settimana, provocando gravi danni economici e logistici. In Svezia sono stati colpiti duramente diversi punti vendita delle principali catene nazionali, tra cui il colosso ICA e sei negozi a marchio Coop. Le anomalie hanno interessato principalmente la regione della Scania, ma le segnalazioni hanno toccato anche le aree di Öland, del Värmland e la capitale Stoccolma.
• Il caso di Sjöbo: Il supermercato ICA della città ha dovuto disporre una chiusura temporanea d'emergenza. Il personale interno ha scoperto che nei congelatori veniva immessa aria calda, bloccando ogni possibilità di intervento manuale. Il direttore del punto vendita, Rickard Nilsson, ha confermato lo sconforto dei dipendenti: “Non possiamo regolare le temperature né modificarle. Il calore viene soffiato direttamente nei congelatori. È tutto andato a male”.
• L'episodio a Öland: a Böda, il rivenditore ICA Mats Olsson ha registrato una temperatura record all'interno dei propri freezer, che stamattina segnavano 55 gradi Celsius.
• Le anomalie in Belgio: contemporaneamente, disservizi del tutto speculari ai sistemi di refrigerazione centrale sono stati rilevati in diversi supermercati del Belgio.
Il portavoce del gruppo ICA, Gustaf Nilsson, ha cercato di ridimensionare in parte la portata strutturale dell'evento, confermando che l'incidente ha interessato un numero circoscritto di filiali. Secondo le prime analisi tecniche, i punti vendita compromessi condividevano una caratteristica precisa: si trovavano tutti al di fuori della rete centrale protetta di ICA, esponendo sistemi gestionali locali e autonomi di climatizzazione industriale alle incursioni dei pirati informatici.
Carrefour Belgio ha segnalato 15 negozi interessati e ha confermato a VRT NWS di aver subito un attacco informatico. Presso Spar, sono stati colpiti circa cinque rivenditori indipendenti. Il gestore di un negozio Delhaize a Hoepertingen ha stimato i danni in 60.000 euro. Stephan Moelans, responsabile dell'azienda di refrigerazione Sabcobel, ha dichiarato all'agenzia di stampa Belga che l'attacco è iniziato intorno a mezzanotte, con gli evaporatori commutati a distanza in modalità sbrinamento. "Abbiamo iniziato a mobilitare i tecnici all'una di notte", ha affermato Moelans. Sabcobel è a conoscenza di circa 20 sistemi interessati. Il meccanismo è lo stesso dell'attacco avvenuto in Francia all'inizio di ottobre. In Irlanda, secondo l'emittente RTÉ, sono stati colpiti anche 13 supermercati. I negozi hanno rimosso preventivamente dagli scaffali i prodotti refrigerati e surgelati. Nei Paesi Bassi almeno 17 negozi di dimensioni più piccole sono stati interessati, secondo l'azienda di tecnologie di refrigerazione Danfoss. Anche Lussemburgo ed Estonia hanno segnalato incidenti, secondo SVT. In Estonia, un supermercato e l'azienda responsabile delle tecnologie di refrigerazione hanno confermato all'agenzia dpa che gli hacker hanno avuto accesso al computer di controllo di un vecchio sistema di refrigerazione Danfoss il cui software non era stato aggiornato. Le autorità locali e gli esperti di sicurezza informatica dei rispettivi Paesi hanno avviato indagini approfondite per risalire alla firma dell'attacco e comprendere le falle di rete sfruttate per manipolare la catena del freddo commerciale. Di fronte alla gravità della situazione, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, lancia un allarme immediato anche in Italia. D’Agata invita formalmente i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) a rafforzare con urgenza le difese informatiche dei propri stabilimenti e sistemi di catena del freddo per scongiurare il rischio di sabotaggi analoghi sul territorio nazionale. "Non possiamo permetterci di farci trovare impreparati di fronte a queste nuove frontiere del sabotaggio informatico," dichiara Giovanni D’Agata. "I sistemi di gestione della catena del freddo sono infrastrutture critiche per la sicurezza alimentare e la stabilità economica delle aziende. Chiediamo alla GDO di innalzare immediatamente i livelli di cybersecurity nei propri stabilimenti e nodi logistici, aggiornando i protocolli di protezione per neutralizzare tempestivamente potenziali intrusioni esterne." Lo “Sportello dei Diritti” sottolinea come la digitalizzazione dei sistemi di refrigerazione, se non adeguatamente protetta da firewall e sistemi di monitoraggio avanzati, possa trasformarsi in un pericoloso punto di vulnerabilità. L'appello si estende anche alle autorità competenti affinché vigilino sulla sicurezza informatica della filiera agroalimentare a tutela dei consumatori e delle imprese.
