Articolo 18: siamo di fronte ad un governo che scarica sui lavoratori e pensionati tutti i veri costi delle operazioni che vengono fatte

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Le annunciate misure governative, che intendono modificare in senso
peggiorativo l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori – legge 300 del 20/5/1970,
consentiranno di espellere i lavoratori dalle aziende con un semplice indennizzo
economico.
Si è consumato uno strappo tra la società civile e la politica su uno dei temi
cardine del mondo del lavoro: il diritto a non poter essere licenziati senza un
valido motivo.
I datori di lavoro si stanno riprendendo ciò che i lavoratori hanno conquistato
nel 1970 e, peggio ancora, nel mezzo della peggiore crisi dal dopoguerra ad
oggi. E’ molto facile pensare cosa significhi perdere il lavoro oggigiorno ed il
Governo dovrebbe lavorare per garantire il lavoro e non per
trasformarlo in disoccupazione o precariato.
I danni sociali saranno enormi ed anche il settore assicurativo ne sarà colpito.
La Federazione Nazionale Assicuratori esprime il suo più totale dissenso nei
confronti di una decisione del Governo iniqua che consentirà, alle imprese, di
licenziare con motivazioni estremamente facili da trovare e con un semplice
costo economico, scaricando sui lavoratori i costi di una crisi che non hanno
determinato ma solo subito.
Questa misura segue il recente assalto alla normativa sulle pensioni, che
costringe i lavoratori a ritardare, a livelli inaccettabili, i tempi necessari per
maturare il diritto alla pensione e con importi che si riducono nel tempo.
Questo in nome di un debito pubblico determinato da una classe politica
impunita che ha ed ha fatto pagare ai lavoratori il costo dell’assistenza,
realizzata attraverso istituti nobili quali le pensioni sociali e d’invalidità che,
non avendo alle spalle alcun contributo versato, dovrebbero essere
sovvenzionate dall’intera collettività, tramite la fiscalità generale e non solo dai
contributi che dovrebbero servire a pagare le pensioni di anzianità, soggette a
mattanza dal Governo dei professori e quelle di vecchiaia, il cui raggiungimento
si è ulteriormente allontanato per lo stesso motivo.
La politica che consente di scaricare solo sui lavoratori i costi della
crisi è cinica e lontana da un minimo senso di giustizia sociale.
La F.N.A. si opporrà, con tutti i mezzi democratici a sua disposizione, alle
norme di legge che stanno per violentare il complesso di diritti e garanzie, che
l’art. 18 consente e si dichiara, sin d’ora, disponibile ad appoggiare un
eventuale referendum abrogativo con tutte le proprie strutture.
La F.N.A. impegna tutti i propri quadri sindacali ad una mobilitazione generale
con iniziative utili a sensibilizzare l’opinione pubblica ed i partiti che consentono
a questo Governo di esistere.
Si invitano i colleghi iscritti alla nostra Associazione a far sentire la propria
voce con e-mail ai partiti che sorreggono il Governo ed alla Presidenza del
Consiglio.
 

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