Allarme sicurezza nei musei: l’aumento dei furti in Italia ed Europa mette a nudo le lacune del sistema
Lo "Sportello dei Diritti" invoca l’uso dell'Intelligenza Artificiale. Un’indagine continentale rivela che quasi la metà delle istituzioni culturali è priva di videosorveglianza. Sotto tiro i musei più piccoli. Giovanni D'Agata: "Il patrimonio diffuso italiano è a rischio, servono nuove tecnologie e polizze adeguate". Secondo l'Istituto di statistica ISTAT, l'Italia conta oltre 4.400 musei e istituzioni. La Spagna ne ha circa 1.500, mentre la Francia ne ha più di 1.200 con lo status ufficiale di "Musées de France", oltre a collezioni più piccole

Dettagli della notizia
Le istituzioni culturali europee si trovano ad affrontare una grave crisi di sicurezza, caratterizzata da profonde lacune strutturali e da un aumento esponenziale dei furti d'arte. Un quadro allarmante che emerge chiaramente dai dati: un'indagine globale ha rilevato che solo una struttura su quattro dispone di piani di emergenza e quasi la metà è totalmente sprovvista di sistemi di videosorveglianza. A confermare l'emergenza è stato anche un rapporto del Parlamento francese, che ha evidenziato una cronica mancanza di risorse e di preparazione nella protezione di opere d'arte e manufatti. L'Italia,con il suo inestimabile patrimonio artistico diffuso capillarmente in centinaia di piccole città e istituzioni, si trova in prima linea in questa ondata di criminalità. I ladri colpiscono con dinamiche fulminee e paramilitari: emblematico il caso della Fondazione Magnani Rocca, vicino a Parma, dove una banda organizzata è riuscita a sottrarre opere di Cézanne, Renoir e Matisse per un valore di circa 9 milioni di euro con un'irruzione durata meno di tre minuti, resa possibile da un complice che ha distratto il custode azionando un estintore. L'escalation criminale non risparmia nessuna regione: dallo scorso anno, dopo il clamoroso colpo al Louvre di Parigi, si sono susseguiti furti mirati in Francia, Spagna e Italia. Tra gli episodi più recenti si registrano la sparizione di alcune opere di Antonello da Messina da un museo siciliano, il furto di due dipinti di Renoir in territorio francese e la sottrazione di monete d'oro storiche e tesori museali in Spagna. A preoccupare maggiormente gli esperti è il fatto che i criminali stiano prendendo di mira i musei medio-piccoli, che dispongono di budget ridotti e minori difese rispetto ai grandi poli statali. Sul tema della vulnerabilità dei nostri tesori e sulla gestione del rischio è intervenuto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ed esperto del settore assicurativo, che ha dichiarato: "Il furto di opere d'arte è diventato una minaccia concreta e in costante crescita per il nostro Paese. Il problema è anche strutturale: molti importanti musei statali si affidano ancora oggi alle garanzie governative invece di stipulare polizze private integrative che richiederebbero standard di sicurezza più stringenti. Per contrastare i ladri d'arte non basta più il presidio umano: le compagnie assicurative e le istituzioni stanno valutando l'introduzione di strumenti di intelligenza artificiale applicati alle telecamere di sorveglianza, capaci di analizzare in tempo reale i comportamenti sospetti dei visitatori e prevenire i colpi prima che vengano messi a segno. Dobbiamo agire subito per proteggere l'identità culturale dei nostri territori". Il dibattito sul futuro della sicurezza museale è ormai aperto a livello europeo e richiede un cambio di passo immediato tra investimenti tecnologici, nuovi modelli assicurativi e una cooperazione internazionale sempre più stretta tra le forze dell'ordine.
