Aflatossina B1 nel peperoncino a marchio Montosco

Il ministero della Salute lancia l’allerta per rischio chimico

Aflatossina B1 nel peperoncino a marchio Montosco

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Il ministero della Salute ha diramato sul portale del dicastero dedicato agli “Avvisi di sicurezza e ai Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori”, l'immediato richiamo dagli scaffali dei negozi di tre lotti di peperoncino a marchio Montosco. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è il rilevamento di un tenore di aflatossina B1 superiore al limite massimo consentito dall’UE. Il prodotto interessato è il “TUBO PICCOLO PEPERONCINO AMANDO” a marchio Montosco venduto in barattolo da 165 gr, e riguarda i lotti L2603601(1)-L2610601-L2531801 con il termine minimo di conservazione rispettivamente del 28/02/29-30/04/2. Il peperoncino incriminato a marchio Montosco è stato prodotto e commercializzato dall’azienda LA COLLINA TOSCANA S.P.A. nello stabilimento di Castel San Niccolò, in provincia di Arezzo, in viale Europa n° 3. Un’analisi positiva alla AFB1 indica la presenza di Aflatossina B1, una delle micotossine più pericolose e strettamente regolamentate al mondo. È una tossina naturale prodotta da muffe (Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus) che proliferano in condizioni di caldo e umidità. È classificata dallo IARC come cancerogeno di Classe 1. È una delle sostanze naturali più tossiche per il fegato (epatotossica e genotossica, ovvero in grado di alterare il DNA). Non viene distrutta dalla normale cottura o dai processi di lavorazione industriale. A scopo precauzionale, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di non consumare il peperoncino con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale.

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