Crolla l’Arco degli Innamorati a San Valentino: un simbolo del Salento in macerie dopo le forti mareggiate e le piogge degli ultimi giorni

Non solo la zona dei faraglioni di Torre Sant'Andrea nel Comune di Melendugno da tempo sotto la minaccia dell'erosione. Lo Sportello dei Diritti: sono anni che lo ripetiamo che non c'è più tempo. Occorre un Piano Nazionale contro l'erosione costiera

Ancor più beffardo che sia accaduto la notte di San Valentino, ma ciò che è accaduto a Torre Sant'Andrea era qualcosa di annunciato: il crollo dell’"Arco ti Lu Pepe" o Arco degli Innamorati, così chiamato in tempi di social per l'amenità di un luogo che per natura riporta la mente e i cuori ad antiche promesse d'amore, in realtà uno dei simboli non solo del comune di Melendugno, ma di tutto il Salento, era nelle cose. Le immagini stanno facendo il giro del mondor in un parallelo tra ciò che era, un'arcata naturale che affondava le sue fondamenta di chiarissimo tufo nel mare cristallino e le macerie che sfaldandosi, colorano il mare di una lattigine inusuale per queste zone anche quando ci sono mareggiate e forti piogge come quelle di questi giorni. È pur vero che se l’erosione marina, come ha ribadito Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Consiglio Nazionale delle Ricerche, è un processo che inesorabilmente ridisegna nel tempo il paesaggio costiero, tra perdita e trasformazione, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, appare del tutto assurdo che un'icona dell'intera regione Puglia, come questa, non possa essere stata in alcun modo protetta e preservata. Perché se è vero che la rimodulazione lenta e costante delle coste costituisca un fenomeno naturale, tuttavia, la scomparsa di tratti interi di spiagge e i crolli continui di porzioni rilevanti delle falesie rappresenti un'emergenza non più sostenibile che impone interventi indifferibili per il rallentamento di questi processi naturali e ciò in special modo in territori, come quello salentino, che della vocazione turistica e dell'amenità delle coste fanno tra i loro principali volani economici. E se fino ad ora comuni, provincia e Regione nulla hanno potuto accettando quasi passivamente la scomparsa di propri simboli, è chiaro che occorra un intervento di caratura nazionale che metta a disposizione risorse adeguate che innanzitutto attivino procedure immediate di monitorizzazione dei tratti costieri che hanno più urgente necessità di misure per la messa in sicurezza, proprio a partire dai luoghi"iconici". Il Salento non può più aspettare.

Data di fine pubblicazione: 30.11.-1
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