Depositate 24 sentenze della Commissione Tributaria Regionale di Bari, sezione di Lecce, che hanno rigettato gli appelli dell'Agenzia delle Entrate per accertamenti di oltre 1 milione di euro

Tutela del consumatore

19/01/2018
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Lo scorso 16 gennaio, la Commissione Tributaria Regionale di Bari - sezione 22 - di Lecce, ha depositato ben 24 sentenze che, in accoglimento delle eccezioni processuali proposte dall’avvocato Maurizio Villani, ha rigettato gli appelli dell’Agenzia delle Entrate di Lecce ed ha confermato le favorevoli sentenze dei primi giudici, con condanna dell’Ufficio alle spese con distrazione (€ 12.000 oltre accessori), per accertamenti di oltre un milione di euro (tra imposte, sanzioni ed interessi per società e soci per vari periodi d’imposta). In particolare, i giudici tributari hanno totalmente annullato molti avvisi di accertamento per migliaia di euro perché l’Ufficio non ha rispettato l’art. 43 D.P.R. n. 600/73 in quanto ha modificato precedenti accertamenti senza che ricorressero sopraggiunti nuovi elementi. Inoltre, altri avvisi di accertamento sono stati sensibilmente ridotti (quasi annullati) perché il consulente tecnico d’ufficio nominato dai giudici ha rideterminato gli imponibili accertati, criticando le presunzioni fiscali fatte dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate. I giudici tributari, nel nominare un CTU, hanno correttamente applicato nella fase istruttoria l’art. 7 D.Lgs. n. 546/92 e ciò, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è importante per contrastare tramite un professionista terzo ed imparziale le presunzioni degli organi verificatori, senza accettarle acriticamente. 

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