Truffe telematiche. Martellante phishing sui nostri dispositivi per accedere abusivamente ai conti correnti online. ING DIRECT ancora nel mirino di hacker e truffatori telematici. Occhio a non far diventare il "conto arancio" un "conto in rosso". L'allerta su Comissariato di PS On Line della Polizia Postale. Lo "Sportello dei Diritti": non cliccate e non rispondete a questo tipo di richieste truffaldine

Tutela del consumatore

20/12/2017
multa

Navigare o essere comunque connessi nella jungla della rete attraverso i nostri dispositivi diventa sempre meno sicuro, perché le truffe online sono sempre più un fenomeno irrefrenabile che solo la prevenzione e l’accortezza di noi singoli utenti può limitare. Questa volta, nella quotidiana attività tra le tante dello “Sportello dei Diritti” di segnalazione sui rischi della rete per ogni cittadino, informiamo che in data odierna è stata pubblicato dalla Polizia di Stato tramite un post pubblicato su “Commissariato di PS On Line – Italia” l’invito a prestare attenzione all’attività di phishing che può coinvolgere anche i titolari di conti correnti della banca ING DIRECT per evitare che il noto “conto arancio” diventi un “conto in rosso”. Come al solito, si crea preoccupazione nell’utente attraverso un messaggio che persuade a seguire entro 48 ore delle istruzioni per evitare una fantomatica sanzione da 500 euro. Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale: “LA FINTA ZUCCA. Può un istituto bancario comminare una sanzione? Sicuramente no. E’ palesemente un messaggio truffaldino.”. Il phishing, ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è un tipo di truffa effettuata tramite la “rete” attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale. Il modo migliore per difendersi, è quello di non rispondere mai a questi messaggi palesemente strani e quindi di non cliccare sui link cui solitamente conducono o rispondere alle richieste di dati bancari o sensibili. Il problema però è sempre lo stesso: molte imprese, professionisti e utenti continuano a cascarci perché troppo spesso non si riflette quando viene toccato il proprio conto corrente o carta di credito e si agisce d’istinto. Bisogna, quindi, solo prestare più attenzione e accertarsi sempre della provenienza del messaggio anche perché le banche o gli istituti finanziari non utilizzano mai questo tipo di procedura per le loro comunicazioni. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgersi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

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