Dolcificanti: artificiali o naturali, farebbero comunque ingrassare. Secondo una nuova ricerca, il consumo a lungo termine di sostituti dello zucchero, come l'aspartame o la stevia, porta ad un'inevitabile aumento di peso con conseguenze sulla salute

Salute e Benessere

31/07/2017
villani e d'agata

Non basta evitare lo zucchero “bianco”, ritenuto da molti esperti di salute e nutrizione come uno dei più grandi “killer” del secolo, e sostituirlo con dolcificanti di varia specie per mantenere un elevato livello di benessere personale. Ciò era un fatto già noto per alcune ricerche ma, un’equipe di scienziati della University of Manitoba, George e Fay Yee Centre for Healthcare Innovation, avrebbe trovato conferma nel fatto che anche le alternative allo zucchero, tra tutti i dolcificanti artificiali come l’aspartame e la saccarina, ma anche la stevia, dolcificante naturale, a lungo andare contribuirebbero all’aumento di peso. A sua volta, questo problema è associato allo sviluppo di una varietà di malattie, tra cui diabete, obesità, ipertensione e problemi di natura cardiovascolare. I ricercatori hanno rielaborato i dati di 37 studi precedenti che in complesso avevano visto coinvolti oltre 400.000 individui in un arco temporale di 10 anni. «Nonostante milioni di persone consumino regolarmente dolcificanti artificiali, relativamente pochi sono stati coinvolti negli studi che riguardano questi prodotti», ha dichiarato l’autore della ricerca, dottor Ryan Zarychanski. «Abbiamo scoperto una discrepanza tra quelli che dovrebbero essere i benefici di questi dolcificanti artificiali e la gestione del peso dei pazienti». Dalla ricerca - pubblicata per intero ella rivista scientifica Canadian Medical Association Journal - emergono anche altri fattori importanti, tra cui una netta carenza di sostanze nutritive nei dolcificanti e il loro impatto negativo sul metabolismo e sul microbiota umano, ovvero l’insieme di batteri presenti nell’intestino. «Facciamo attenzione agli effetti a lungo termine dei dolcificanti artificiali, almeno finché non verranno effettuati studi più approfonditi», ha aggiunto la collega di Zarychanski, dottoressa Meghan Azad. Come sovente accade con le ricerche che riguardano la salute e il consumo alimentare che riteniamo meritevoli di diffusione, è evidente - rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che sono sempre gli eccessi a comportare problematiche sul nostro organismo. Ciò vale principalmente quando si cerca di sostituire alimenti con surrogati o sostituti che si ritiene non comportino alcun problema indipendentemente dalla quantità assunta ma, come rivelano gli studi, l’abuso e gli effetti a lungo termine sono, nella generalità dei casi, dannosi. 

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