No al maxi albergo all'ex Ospedale Galateo di Lecce. Lo "Sportello dei Diritti": i beni pubblici non si svendano ai privati

Tutela del territorio

14/03/2017
immigrati in partenza

I fallimenti della pubblica amministrazione non si riversino sul patrimonio comune che, al contrario dev'essere reso fruibile a tutti e non solo a fasce minoritarie ed elite. È questa in sintesi l'opinione di Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, avendo appreso della pubblica notizia che per la verità era nell'aria, di destinare l'ex Ospedale Galateo di Lecce di proprietà della Regione Puglia ad albergo privato di lusso sulla base del modello di project financing. Non è la prima occasione, infatti, che l'associazione interviene su questioni analoghe come quella della vicenda del Regina Pacis che era di proprietà della Curia, solo che questa volta la questione è anche più fondata perchè l'ex sanatorio è certamente un bene pubblico e perciò non deve finire nelle mani di pochi. È assurdo, infatti, che l'incapacità di ripensare ad una sua destinazione pubblica e gli anni di abbandono, possano essere delle esimenti per consentire queste opere di privatizzazione di patrimoni della collettività che altrimenti potrebbero essere adattati per la fruizione pubblica nei campi più disparati attraverso, solo per fare un esempio, la sistemazione di uffici pubblici, quali quelli di altri enti. Peraltro, la struttura in questione e il grande parco circostante potrebbero essere da una parte destinati al comune di Lecce per devolvere ad una zona periferica uffici comunali e centralizzarli in un'unica sede senza ulteriore consumo di suolo per realizzarne dei nuovi e dall'altra quale nuovo polmone verde della città, attrezzato per tutti.

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