Lecce. Zona Via Vecchia Cavallino discarica a cielo aperto. Più controlli e sanzioni per chi abbandona rifiuti

Ambiente

26/02/2017
parcheggio selvaggio via Leuca Lecce

Come al solito sono i cittadini a segnalare allo “Sportello dei Diritti”, associazione che tra le tante attività è divenuta anche punto di riferimento per le denunce quotidiane che riguardano le problematiche ambientali e di decoro urbano dei nostri territori, l’inesistente attenzione per le periferie da parte dell’uscente amministrazione cittadina di Lecce che dimostra tutta la trascuratezza e il totale abbandono delle aree al di là della circonvallazione acuita – purtroppo e può apparire un paradosso – dopo la messa a regime della raccolta differenziata in tutta la città.
Questa volta una signora che risiede nella zona di via Vecchia Cavallino ha voluto inoltrarci un reportage fotografico di quella che da anni è una discarica a cielo aperto dove, nonostante la rigogliosa vegetazione che inevitabilmente cresce sulle collinette di rifiuti, è possibile scorgere ogni tipo di scarto, da quelli organici a quelli speciali tipo elettrodomestici e pneumatici usati e finanche pericolosi come l’eternit. A nulla, in questo caso sono valsi come deterrenti – per come era prevedibile - i cartelli che vietano di gettare rifiuti o le rare operazioni di ripulitura, perché quell’area è divenuta il ricettacolo dello smaltimento indifferenziato, proprio a ridosso del cambio di regime della raccolta dei rifiuti urbani nella città di Lecce, a causa dell’eliminazione sul territorio comunale dei cassonetti, con un peggioramento della situazione che rischia di diventare una bomba ecologica per la salute di chi risiede nella zona che, specie nella bella stagione, è costretta a respirare miasmi e fumi senz’altro insalubri, quest’ultimi a causa dei frequenti roghi. Tutto ciò, risulta più grave se si considera che i residenti hanno più volte denunciato alle autorità competenti, in primis proprio all’amministrazione comunale, il precipitare delle condizioni della zona, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Gli unici validi deterrenti, a questo punto, possono essere costituiti dall’intensificazione dei controlli anche a mezzo telecamere, e da un efficace sistema sanzionatorio nei confronti di chi sversa materiali nelle aree interessate.
 

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